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Faida in Curva Nord: chi è Giuseppe Pinna Poerio, che avrebbe dovuto eliminare Andrea Beretta

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21.02.2026

Andrea Beretta; a destra i rilievi sul luogo dell’omicidio di Antonio Bellocco

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Milano, 21 febbraio 2026 – Nel verbale di interrogatorio reso a novembre del 2024 sarà Andrea Beretta, uno dei capi della tifoseria organizzata nerazzurra del trittico Beretta-Ferdico–Bellocco, mandante dell’omicidio di Boiocchi e diventato collaboratore di giustizia, a raccontare chi è Giuseppe Poerio, di 32 anni, detto ’Pinna’ e ad accusarlo di essersi messo a disposizione per commettere un omicidio, il suo, che poi non avverrà.

Aveva riferito, e messo a verbale, che a Pinna avevano trovato lavoro in una officina di Agrate e lui si sarebbe subito messo a disposizione per ucciderlo in cambio di 100mila euro. Le dichiarazioni a verbale aggravano il quadro di Poerio a cui è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dove è già detenuto anche per fatti di droga.

L’accusa, formulata nelle indagini della Polizia e del pm della Dda Paolo Storari, è di aver esploso sei colpi di pistola nel corso di una lite nel luglio 2025, avvenuta in via Danubio, ma dal provvedimento della gip Sara Cipolla risulta anche che l’uomo in passato «si sarebbe messo a disposizione per l’esecuzione materiale dell’omicidio», che non avvenne, di Andrea Beretta, ormai ex capo della curva Nord.

Lo stesso Marco Ferdico, altro leader della Nord e in carcere nell’inchiesta “Doppia curva“ e anche per l’omicidio del 2022 di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà nerazzurro, ha confermato a verbale che esisteva un piano per uccidere, come già emerso, Beretta, «indicando il Pinna», cioè Poerio, quale «incaricato dell’esecuzione materiale». L’incontro per decidere l’omicidio era avvenuto alle macchinette della carrozzeria.

Poi Beretta per paura di essere ucciso, come era già emerso dalle indagini, aveva ammazzato nel settembre 2024 Antonio Bellocco, rampollo di una famiglia di ’ndrangheta e anche lui nel direttivo della curva Nord.

Il regolamento di conti

L’ordinanza a carico di Poerio, difeso dall’avvocata Emanuela Sabbi, si riferisce ai colpi che avrebbe esploso, con un’arma «detenuta illegalmente», il 29 luglio all’interno di un cortile di un palazzo a Bruzzano contro persone «non identificate» dopo una «lite». Lite che, come ricostruito, si sarebbe verificata per un «regolamento di conti» nell’ambito di un giro di droga. Sarebbe stato un «agguato militare» contro persone legate «alla famiglia Flachi del quartiere di Bruzzano».

Poerio ha condanne definitive per rapina, armi, violenza privata e altri reati e nell’inchiesta “Doppia curva“ è indagato perché ritenuto «vicino» a Ferdico. In un verbale del 9 settembre 2025 Ferdico ha raccontato al pm Storari «io volevo ammazzarlo», riferendosi a Beretta. E ha spiegato di aver ingaggiato Pinna, il quale avrebbe potuto farlo durante un permesso premio di quelli che aveva ottenuto per lavorare qualche ora all’esterno.

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«Fino al giorno prima che morisse Bellocco - ha messo a verbale Ferdico - io continuavo a proporre di ammazzare Beretta». Un piano condiviso da «me, Bellocco e D’Alessandro», quest’ultimo anche a processo per l’omicidio Boiocchi. Pure il padre di Ferdico, in carcere, ha confermato la versione del figlio: dovevano drogare Beretta, addormentarlo e «poi ci avrebbe pensato questo Pinna».

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