Salite di Perugia: dalla leggenda di Via della Sposa ai segreti del Bulagaio
Perugia è una delle città italiane con il più alto tasso di salite e un turista sprovveduto potrebbe restarci davvero di sasso, perché per esplorare il centro storico bisogna affrontare l’ascesa obbligata. Chi invece ha fatto i compiti o conosce la storia, sa bene che il capoluogo umbro fu costruito e fortificato per difesa: le salite non erano un caso, ma una scelta strategica per frenare gli attacchi e creare una separazione netta tra il potere e il popolo, tra l’alto e il basso. Oggi per non percorrerle a piedi è possibile utilizzare le scale mobili, gli ascensori e i percorsi meccanizzati come quelli di Piazza Partigiani Piazza Italia, Piazzale Cupa e Via dei Priori, ma una bella scarpinata ha tutto un altro fascino. Ogni salita ha qualcosa da raccontare.
Via dell'Acquedotto
Via dell'Acquedotto è una delle più iconiche del capoluogo umbro: prende il nome dal tracciato del condotto idraulico medievale che portava l’acqua dal Monte Pacciano (una collina strategica per le sue sorgenti, a sud della città) fino alla zona alta. Costruito nel 1254 e rilanciato nel 1276 dopo una serie di stop & go, l'acquedotto ha avuto una storia tribolata: prima per via dell’estrazione illegale e sistematica del piombo dalle tubature, poi per le deviazioni spregiudicate operate dai conventi di clausura per irrigare i loro campi. Oggi è un camminamento pedonale panoramico verso l’università, con scale mobili a portata di mano per chi vuole bypassare la fatica.
Scalette di Sant'Ercolano
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