I desideri per il 2026 tra riforme da attuare e manovra fiscale: cosa auspicano per il nuovo anno presidente, assessori e opposizione
Cosa sognano o cosa sperano gli amministratori umbri per l’anno nuovo? Maggioranza e opposizione, giocoforza, si spaccano radicalmente in due. L’esecutivo di Stefania Proietti elenca le principali riforme avviate o da varare. La minoranza è monotematica: niente aumento Irpef.
Si parte con la presidente. “Il 2026 - afferma Proietti - si apre nel segno della concretezza, della stabilità e della responsabilità. È l’anno in cui i risultati devono diventare duraturi nella vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini, rendendo i servizi pubblici più vicini, più affidabili e più equi. È l’anno in cui continuare a garantire qualità delle cure, accesso alle prestazioni con tempi chiari e attenzione costante ai bisogni reali, rafforzando la trasparenza come regola quotidiana dell’azione amministrativa e la sicurezza come principio non negoziabile, in ogni ambito del lavoro. Sarà anche l’anno in cui accompagnare i territori diventa una priorità ancora più forte. Le città, le aree interne, i comuni più piccoli, le realtà produttive, sociali e culturali che tengono insieme l’Umbria chiedono istituzioni presenti, capaci di ascoltare, di decidere e di seguire con coerenza l’attuazione delle scelte. Le istituzioni sono credibili quando sanno esserci davvero. Cultura, conoscenza e innovazione restano infrastrutture essenziali del nostro sviluppo, non elementi accessori ma strumenti concreti di lavoro, attrattività, crescita e coesione. L’Umbria può guardare avanti quando unisce radici profonde e capacità di innovare, bellezza e competenze, tradizione, turismo, agricoltura e futuro. Un 2026 che sarà anche l’anno dell’ottavo centenario francescano, un appuntamento che........





















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