Sosteniamo le rinnovabili, altro che nucleare
Con una iniziativa legislativa che punta a far ripartire centrali nucleari in Italia si torna a parlare - con preoccupante approssimazione e una certa superficialità - di un possibile nuovo referendum. Come se i referendum popolari abrogativi fossero ripetibili, in serie. Come se fosse pacifico che i sostenitori, sconfitti dalla volontà popolare espressa democraticamente con un voto valido, potessero comunque far approvare nuove norme con gli stessi effetti di quelle abrogate.
Perché le centrali nucleari che si vorrebbero costruire sarebbero di un nuovo tipo e prive di rischi? Purtroppo i nuovi reattori in discussione, gli SMR (small modular reactor) per quanto meno grandi di quelli più grossi, per quanto costruibili per moduli, sono pur sempre reattori nucleari a fissione, alimentati con uranio fissile. Purtroppo la fissione dell’uranio, anche in questi nuovi reattori, genera isotopi fortemente radioattivi, come il plutonio che dimezza la sua altissima radioattività in 24 mila anni. Purtroppo i reattori nucleari a fissione generano rilevanti quantità di rifiuti a vari livelli di attività radioattiva, per i quali non disponiamo nemmeno di un deposito definitivo. Purtroppo i reattori nucleari generano contaminazioni impegnative dei siti dove sono collocati, al punto che le centrali nucleari dismesse e i siti dove sono collocate non sono ancora stati bonificati. Purtroppo ai reattori nucleari - anche a quelli nuovi - si devono applicare norme, internazionali ed europee, per prevenire e limitare gli impatti di possibili incidenti, con misure onerose di sicurezza e piani impegnativi di emergenza interna ed esterna, che, se i rischi fossero realmente inesistenti o del tutto trascurabili, non avrebbero senso. Caliamo poi un velo su quanti ingigantiscono gli impatti dei pannelli solari e........
