Bond: «Rischio alluvioni, le nuove mappe sono un accanimento burocratico che blocca lo sviluppo»
Quaranta amministrazioni del Bellunese si stanno ribellando alle nuove mappe del rischio idrogeologico fissate dall’Autorità di bacino, che hanno trasformato molte zone da aree P2 a P3, dove non si potrà più né costruire né ristrutturare. Un giro di vite che ha fatto scendere i campo anche il consorzio Bim. E oggi l’assessore regionale alla Montagna Dario Bond: «I sindaci, bellunesi ma non solo, hanno ragione: le nuove cartografie del Piano di gestione del rischio alluvioni, così come sono state predisposte dall'Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, rischiano di bloccare lo sviluppo delle terre alte», dice Bond, «di paralizzare gli investimenti e compromettere il futuro stesso delle comunità montane. Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza idraulica e la tutela del territorio. Ma la sicurezza non può essere interpretata esclusivamente come un insieme di vincoli e divieti. La vera sicurezza comprende anche la tenuta sociale, economica e demografica delle comunità. Se una montagna viene svuotata dei suoi residenti, se si impedisce........
