Referendum Giustizia, in Veneto l’affluenza al 63 per cento
Gli instant poll alle 15, appena dopo la chiusura dei seggi, danno leggermente avanti il no: lo spoglio del referendum sulla Giustizia sarà un testa a testa.
L'instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del No al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%.
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L'affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.
Il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51% anche per gli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai. La copertura del campione, alle 15, è dell'83%.
I primi dati dell’affluenza indicano che in Veneto ha votato il 63% degli aventi diritto, contro il 58% nazionale.
L’affluenza offre già un’indicazione politica: il referendum Giustizia ha interessato i veneti più delle elezioni regionali di una manciata di mesi fa. A dirlo sono le percentuali degli aventi diritto che si sono recate ai seggi.
Lo spoglio è iniziato subito dopo la chiusura delle urne.
Alle 23 di ieri sera (22 marzo) l’affluenza si è attestata al 50,5, con una media nazionale del 45,9. Alle Regionali del 2025, sempre allo stesso orario di rilevazione, i votanti si fermavano al 33,9 per cento.
L’interesse maggiore sul referendum si è visto fin dalle prime rilevazioni e il confronto (seppur nella diversità dell’appuntamento alle urne) si è visto subito fin dalle prime rilevazioni. Alle 12 di ieri l’affluenza si è attestata al 17,06 per cento contro il 10,01 degli aventi diritto alle elezioni regionali di novembre 2025.
Il boom, per così dire, che ha confermato l’attenzione dei veneti sul quesito referendario è avvenuto alle 19: 43,21 per cento, con un’affluenza nazionale del 38,9 per cento (il dato più alto di votanti per un referendum su due giorni). Alle 19, a novembre 2025, aveva votato il 29,3 per cento dei veneti. I dati delle 19 sono stati significativi per avere degli elementi, una sorta di cartina tornasole, dell’interesse del referendum nel Paese.
Non solo il Veneto, ma anche il Friuli Venezia-Giulia (42,5 per cento, salirà poi a 48,5 alle 23), la Lombardia (45), l’Emilia-Romagna (46,2), Piemonte (41,5), Liguria (41,9), Lazio (41,2), Marche (41,2), Toscana (44,7) e Umbria (42,1), segnavano un’affluenza oltre il 40 per cento. Quindi nettamente superiore alla media nazionale. Generalmente pari o inferiore alla media nazionale, invece, l’affluenza nelle regioni meridionali, nelle isole e in Trentino-Alto Adige (35,1 per cento).
Secondo i sondaggisti, una bassa percentuale di votanti avrebbe potuto favorire un’affermazione del No, una partecipazione maggiore viceversa avrebbe potuto avvantaggiare il Sì. Ma sarà davvero così?
Cosa abbia destato (o ridestato) l’interesse dei veneti per le urne è ancora presto per dirlo.
Sulla partecipazione hanno influito le elezioni suppletive per la Camera che hanno interessato Padova e in parte Rovigo. Ma la spiegazione tiene solo fino a un certo punto perché tutte le province del Veneto hanno registrato affluenze importanti.
Si tratta di un inaspettato interesse dell’“uomo della strada” nei confronti della magistratura? La speranza che la riforma possa accorciare i tempi della Giustizia, tema sentito soprattutto dal tessuto imprenditoriale del Veneto? Un altrettanto inaspettato potere dei partiti (schieratissimi in questa consultazione referendaria) di mobilitare gli elettori sull’onda di una nuova polarizzazione? Il fatto che, tutto sommato, se alle Regionali l’esito era pressoché scontato, il referendum è tutt’altra storia?
Alle 23 di ieri avevano votato il 52,6 degli aventi diritto a Padova, il 51,4 a Verona, il 50,1 a Treviso, il 50,6 a Vicenza, il 49,6 a Venezia, il 46,1 a Belluno, il 46,7 a Rovigo.
Si può parlare quindi di mobilitazione, anche alla luce delle ultime consultazioni referendarie. Detto questo, si tratta di un referendum costituzionale confermativo. Il che significa che indipendentemente dall’affluenza il risultato sarà valido.
Ed è una leva usata sia dal centrodestra (che si è speso per il “Sì”), sia dal centrosinistra (che si è speso per il “No”) per spingere le persone ai seggi. I risultati definitivi oggi, con un corpo elettorale in Veneto composto da 4 milioni e 294 mila persone aventi diritto. E in questo elettorato attivo ci sono anche ben 524 mila elettori veneti residenti all’estero (soprattutto extra Ue)e iscritti all’Aire.
