Se la Ue imbocca la strada giusta
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Lo snodo sembra cruciale, ma qualche cautela è consigliabile. Ventiquattrâore separano due eventi che potrebbero almeno abbozzare il percorso dâuna nuova Europa. Oggi, nel castello belga di Alden Biesen, si riuniscono i vertici della Commissione e del Consiglio europeo con i ventisette capi di governo dellâUnione. Lâobiettivo di implementare infine i dossier, colpevolmente dimenticati, di Mario Draghi ed Enrico Letta sui nostri ritardi nel mercato unico e nella competitività sâè arricchito via via di ulteriori prospettive e parole dâordine. Lâapertura alle cooperazioni rafforzate, sottintese dallo stesso Draghi nella formula del «federalismo pragmatico» e ora benedette anche da Ursula von der Leyen; lâinedita alleanza tra Roma e Berlino, che chiede a Bruxelles semplificazioni procedurali, più velocità e più voce agli Stati sui processi legislativi a costo di sacrificare talvolta, chissà , persino il totem dellâunanimità ; un progetto strategico per la difesa continentale quale il caccia di sesta generazione Gcap che porta la firma dellâitaliana Leonardo e sta attraendo i tedeschi: in breve, pur tra consuete divisioni ed esitazioni, qualche accenno alla volontà , per chi può e con chi ci sta, di rimanere al passo dâun mondo che con Trump sâè messo a correre ridisegnando le sue........
