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«Campi Flegrei, con i nuovi sensori ci prepariamo anche per l'allerta arancione»

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04.04.2026

Lucia Pappalardo, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano: «In arrivo strumenti di controllo sofisticati. Non stiamo parlando di una situazione attuale ma dobbiamo sempre essere pronti»

Ingv, Osservatorio Vesuviano e Protezione civile nazionale stanno implementando la rete di sorveglianza nei Campi Flegrei con l’installazione di centinaia di sofisticati «sensori» elettronici in grado di captare il tremore vulcanico nelle profondità legato alla risalita di magma e fluidi dal sottosuolo, il caratteristico fenomeno che precede la risalita del magma e dei fluidi e indica una possibile eruzione. Circostanza che non è ancora attuale, ma che non si può escludere nell’evoluzione del fenomeno del bradisismo flegreo. Conferma infatti Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano: «Ci stiamo preparando anche per un eventuale passaggio al livello arancione, attenzione però non parliamo di una circostanza attuale ma di una possibilità per il futuro di cui dobbiamo comunque tenere conto». Insomma, siccome l’unreast (crisi) vulcanica continua con la risalita del suolo di un centimetro al mese, con le scosse e con l’emissione di fluidi, studiosi e autorità responsabili della tutela della popolazione flegrea cercano di non farsi trovare impreparati rispetto allo scenario peggiore. Anche perché l’ultima seduta della Commissione Grandi Rischi ha confermato che il «motore» dell’attuale crisi bradisismica resta comunque l’accumulo del magma nel serbatoio di profondità (tra i 7 e gli 8 km) e non le acque meteoriche come ipotizzato da uno studio.

L’altro giorno intanto, nella sala della Protezione civile, si è tenuta la riunione convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, in relazione all'attuale livello di allerta «Giallo - disequilibrio medio», confermato dalla commissione Grandi Rischi nella seduta del 13 febbraio scorso, al termine dell'esame dei parametri scientifici monitorati, per un approfondimento sulle misure operative in atto, secondo le previsioni del Piano Nazionale per il rischio vulcanico ai Campi Flegrei. 

Alla riunione hanno partecipato il sindaco di Giugliano in Campania, Diego D'Alterio, il sindaco di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo, il componente della commissione straordinaria di Marano di Napoli, Fabio Giombini, la direttrice dell'Ingv Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, il direttore generale della Protezione Civile della Regione Campania, Italo Giulivo, i rappresentanti dei Comuni di Napoli, Pozzuoli, Bacoli, Quarto e le Forze dell'Ordine. I sindaci e i referenti dei Comuni dell'Area flegrea si sono impegnati a tenere costantemente aggiornate le pianificazioni di emergenza ed il coordinamento interistituzionale, anche attraverso i due piani intercomunali istituiti rispettivamente dai Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e dai Comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano, Marano di Napoli, Mugnano, Melito di Napoli e Calvizzano, grazie al contributo della Regione Campania. Continua, inoltre, da parte dell'Osservatorio Vesuviano il costante monitoraggio dei parametri di riferimento e la sorveglianza scientifica del fenomeno vulcanico che interessa le zone flegree, con il supporto di nuovi e più sofisticati strumenti di rilevazione degli indicatori di rischio.

«Avremo strumentazioni maggiormente performanti per riuscire a monitorare anche i più piccoli segnali che arrivano dal vulcano flegreo — spiega la direttrice Pappalardo — A questo scopo Ingv ha stanziato sei milioni di euro per l’acquisto degli strumenti di monitoraggio, mentre altri fondi vengono messi a disposizione dalla Protezioone civile regionale. La rete di controllo si baserà su centinaia di strumenti mentre anche in mare stiamo collocando altre tre boe di monitoraggio che andranno ad aggiungersi alle 4 già presenti».

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