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Falso in bilancio, il processo a De Laurentiis rischia di tornare davanti al gup

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15.04.2026

Nell'udienza di oggi al tribunale di Roma sul caso delle plusvalenze contestate al Napoli il pm Lorenzo Del Giudice ha ritenuto fondata la richiesta della difesa di nullità assoluta del decreto che ha disposto il giudizio e gli atti successivi per mancata modifica

Rischia di ripartire dall'udienza preliminare il procedimento che coinvolge il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, al quale la Procura di Roma contesta il reato di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Oltre al presidente del club sono imputati anche la società calcistica e il braccio destro del patron, Andrea Chiavelli.  

Nel corso della prima udienza svolta oggi davanti ai giudici della nona sezione collegiale del tribunale capitolino, il difensore del club azzurro, Lorenzo Contrada, ha eccepito una nullità assoluta del decreto che ha disposto il giudizio, il 20 novembre scorso, e tutti gli atti successivi per mancata notifica. È stata quindi sollecitata la remissione degli atti al gup e «che resti unitaria» la trattazione del procedimento. 

Una richiesta ritenuta fondata dal pm Lorenzo Del Giudice e sulla quale il tribunale si è riservato di decidere nell'udienza del 20 maggio prossimo. Il processo potrebbe quindi tornare all'attenzione di altro gup. 

Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell'estate del 2019 e dell'acquisto dell'attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille. In base a quanto si apprende nelle liste testi che verranno depositate sono presenti lo stesso Osimhen, l'ex direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle compravendita tra i club.

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