Epatite A, la cozza (cruda) non è la sola colpevole
Di fronte all'ennesima emergenza sanitaria si rischia di far ricadere la croce solo sulle cozze come se il virus fosse connaturato ad esse
Amata, anzi amatissima, da chi vuole sentire in bocca il vero sapore del mare. Eppure oggetto di una sistematica campagna di denigrazione non appena viene individuata (non senza ragione) come responsabile di un’emergenza sanitaria come quella che, da alcune settimane, si è abbattuta su Napoli e provincia. In un tempo risalente, almeno così ci appare, quando il body shaming non era stato ancora codificato e, giustamente, messo al bando, una ragazza non proprio avvenente, in particolare dai colori scuri, veniva impietosamente bollata come una «cozza». Una becera trasposizione metaforica del presunto disvalore estetico, e non solo, attribuito a quella che pur veniva, e viene tuttora, considerata qui a Napoli la regina dei frutti di mare.
Già nell’estate-autunno del 1973 sulle cozze venne scaricata la totale responsabilità della drammatica epidemia di colera che provocò ben 24 morti. Del resto, non si può negare........
