Oggi l'addio a Domenico. Camera ardente alle 11, funerali alle 15. Attesa Giorgia Meloni
Ieri l’autopsia sulla salma del bambino morto dopo il trapianto di cuore. Il medico legale: «Non sono emerse lesioni connesse all’espianto»
Conclusa l’autopsia, ieri sera la salma del piccolo Domenico Caliendo è stata liberata e restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali, oggi sarà il giorno del raccoglimento e del dolore. Il piccolo è deceduto sabato 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo sessanta giorni in coma farmacologico in seguito al trapianto di un cuore lesionato avvenuto il 23 dicembre scorso.Questa mattina alle 11, il feretro arriverà già presso la camera ardente allestita nel duomo di Nola. Alle 15 inizierà la funzione funebre, alla quale è attesa anche la presenza della premier Giorgia Meloni, che aveva confermato a mamma Patrizia che avrebbe fatto di tutto per essere presente. In contemporanea con i funerali del piccolo Domenico a Nola, sarà celebrata una santa messa presso l’Ospedale Monaldi.
«L’intera comunità dell’Azienda ospedaliera dei Colli — si legge in una nota — desidera stringersi con rispetto e partecipazione al dolore della famiglia, condividendo un lutto che ha profondamente colpito operatori sanitari, professionisti e personale tutto. La scelta di celebrare la funzione nello stesso orario delle esequie nasce dalla volontà di essere vicini alla famiglia nella preghiera».
Nel frattempo, nel pomeriggio di ieri è stata eseguita l’autopsia sulla salma del bambino. «Non sono emerse lesioni macroscopiche ed evidenti» al muscolo cardiaco né «la lesione al ventricolo sinistro» di cui avevano parlato alcuni testimoni ascoltati a Bolzano. A confermarlo è il medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia di Domenico Caliendo, al termine della prima fase dell’autopsia sulla salma del bambino, svolta al II Policlinico di Napoli. L’autopsia è durata circa tre ore e hanno preso parte agli accertamenti 25 tra periti e consulenti di parte. Secondo un testimone, il cuore era stato danneggiato già in fase di espianto dall’equipe dell’ospedale Monaldi e il sospetto di una lesione era finito tra i quesiti che la Procura di Napoli (procuratore aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante) aveva proposto al gip Mariano Sorrentino, che ieri mattina ha aperto l’incidente probatorio e conferito l’incarico ad un pool di esperti per l’esame autoptico.Di fatto, con l’esclusione di lesioni evidenti, è già arrivata la risposta ad uno dei quesiti, che chiedeva di stabilire se le condizioni dell’organo cardiaco trapiantato al piccolo Domenico presentassero alterazioni che siano riferibili a errori dei sanitari dell’equipe del prelievo e a quelli che hanno effettuato il successivo trapianto a Napoli.
Ora i consulenti dovranno rispondere agli altri quesiti che la Procura ha formulato al gip: c’è da stabilire se le operazioni di prelievo chirurgico, trasporto e conservazione del cuore prelevato dall’equipe di espianto a Bolzano il 23 dicembre e trasportato a Napoli siano avvenute in conformità alle linee guida in materia di trapianti. Da valutare, inoltre, la tempistica con la quale è stata praticata l’operazione di cardiectomia sul piccolo Domenico, se dunque sia partita prima dell’arrivo del nuovo cuore in sala operatoria al Monaldi e se fosse prevedibile quanto accaduto.
Tutti i consulenti si ritroveranno il prossimo 28 aprile, quando inizierà la seconda fase, legata alle valutazioni anatomopatologiche sui campioni prelevati, accertamenti che saranno decisivi per la ricostruzione dell’intera vicenda. Successivamente, ci saranno 120 giorni per consegnare la relazione finale, quindi si tornerà in aula a settembre per avviare la fase del contraddittorio.Quattro mesi in cui i risultati scientifici saranno valutati in correlazione con tutta la documentazione sanitaria acquisita nel corso delle indagini dai carabinieri del Nas di Napoli, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino, e con le varie testimonianze raccolte nella primissima fase di indagini, tra contraddizioni e possibili tentativi di nascondere quanto accaduto veramente.
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