menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Lunga infamia ai Savoia: allora, ieri, oggi, domani

12 0
02.03.2026

La resa di Teano e l’inizio di un’unità controversa

Di In album: Cartes-de-visite portraits of U.S. Army officers, children, and others, p. 15, right. – Library of Congress, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2636955

Il 26 ottobre 1860, sulla piana di Teano, Giuseppe Garibaldi incontrò Vittorio Emanuele II e consegnò formalmente il controllo del recentemente conquistato Regno delle Due Sicilie al re di Savoia. Questo momento, celebrato dalla storiografia ufficiale come tappa fondamentale dell’Unità d’Italia, assume una connotazione ben diversa se analizzato nel contesto del repubblicanesimo mazziniano e del progetto politico originario di Garibaldi. Garibaldi, fino ad allora allievo di Giuseppe Mazzini e animato dall’ideale repubblicano, tradì consapevolmente la causa repubblicana accettando di subordinare la sua conquista meridionale alla monarchia sabauda. In una sua celebre dichiarazione, Garibaldi avrebbe affermato: “Ho fatto per l’Italia ciò che un generale può fare per la sua patria; ora consegno al re ciò che ho conquistato con il mio popolo.” Questo passaggio, oltre a segnare una svolta politica, compromise l’idea di una repubblica unitaria fondata sulla partecipazione e sull’uguaglianza civile. La cessione non fu un semplice atto formale: secondo numerosi storici critici, come Rosario Romeo e Denis Mack Smith, ridusse a mera annessione territoriale una rivoluzione popolare, cancellando molte esperienze di autogoverno e processi costituenti in corso nel Sud Italia. La resa di Teano segnò dunque l’inizio di un’unità costruita dall’alto, non frutto di un consenso nazionale diffuso.

Le responsabilità sabaude nella costruzione dello Stato........

© Avanti!