L’Europa stretta tra Usa, Cina e Russia
L’Ue ha un potenziale nel lungo periodo che Usa e Cina hanno ben presente nelle loro analisi strategiche. Sono state date diverse letture al recente incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, ma quella di Carlo Pelanda, economista che ha insegnato alla University of Georgia e che coordina un gruppo di ricerca euroamericano, appare interessante anche perché ricorda il ruolo che l’Ue potrebbe conquistare nei prossimi anni a livello globale, ma di cui non sembra accorgersi. Carlo Pelanda ha detto: “A mio avviso non si può parlare di vittoria di nessuna delle due parti. Nel linguaggio di pensiero strategico, la relazione bilaterale tra Usa e Cina si definisce una cooperazione intra-bellica: a nessuno dei due conviene un confronto diretto e su alcuni temi è necessaria una collaborazione più che un conflitto. Detto questo, oggi sia Washington che Pechino hanno notevoli debolezze e seguono due strategie diverse”. Semplificando molto, Trump gioca a scacchi cercando operazioni di dominio molto rapide, mentre Xi Jinping gioca conquistando lentamente spazi e seguendo la filosofia di Sun Tzu per cui si ingaggia direttamente uno scontro con un avversario solamente quando si è veramente superiori. Pechino è una potenza emergente, molto superiore agli Usa, ma con un gap militare colmabile non prima di 10-15 anni. Nel frattempo gli Stati Uniti si stanno isolando rispetto ai propri alleati. Per la Cina c’è la volontà di diventare prima potenza globale entro il 2049, anno simbolico del centenario della nascita della Repubblica popolare cinese. Pertanto, la Cina evita le guerre dirette, ma favorisce una serie di conflitti locali che disperdono la proiezione di potenza statunitense. Nel frattempo, la Cina cerca di rimuovere gli ostacoli alla propria espansione commerciale globale evitando di inimicarsi altri Paesi. La volontà di Washington è quella di contenere l’espansione dell’influenza globale cinese. Anche Trump ha questa priorità, ma ritiene utile usare la deterrenza per arrivare........
