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“Maggio meglio andarci adagio”. Notizie dal mondo

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Con le alte temperature di fine maggio, dettate dall’anticiclone, arriva anche un carrello di notizie dal mondo. Repubblica: Mamdani manda un messaggio a Roma per il primo protocollo di cooperazione culturale tra il primo municipio e NY. Parafrasando le sottolineature del mayor, Roma e NY condividono centri storici viventi; pertanto, devono rimanere luoghi vivaci e inclusivi. Si sa che la cultura non è un semplice ornamento bensì un’infrastruttura a supporto dell’istruzione, dell’economia e della comunità. In un mondo diviso, le due città gettano un ponte di amicizia fatto di speranza e intelligenze tra centri urbani. Risponde (tassativamente in inglese) il sindaco Gualtieri da Roma. Felice della collaborazione tra Roma centro storico e Manhattan, si auspica di allargare la collaborazione tra le due città, ridando insieme slancio maggiore alla visione e alle sfide comuni, nonché conoscenza e forza nelle istituzioni locali. SkyTg24 / Stream24: sebbene le venga attribuita poca risonanza, la manifestazione serba del 23 maggio, principalmente fatta da giovani a Piazza Slavija a Belgrado, che tentano di rovesciare il governo populista di A. Vucic protestando contro la corruzione, ha un suo peso. Ventitré i manifestanti arrestati e un numero non precisato di feriti, anche fra le forze dell’ordine, negli scontri volti ad accelerare le elezioni. Rainews: in Congo si riaccende il focolaio dell’ebola con oltre 200 morti e quasi 900 casi sospetti. Sebbene il rischio globale resti basso, stando all’OMS l’epidemia non va sottovalutata, con altri dieci paesi africani a rischio: Sudan, Kenya, Ruanda, Etiopia, Zambia… Ansa / Al Arabiya: procedono i nuovi round di negoziati per la pace con l’Iran, con la possibilità di colloqui tra delegazioni il 5 giugno. Anche se più che pace sembrerebbe un momento di fiacca durante una guerra sospesa vista la menzione dell’operazione Sledgehammer (ovvero mazza da fabbro). The Independent: da giovedì 21 maggio, Trump rimette nuovamente pressione sul governo di Cuba parlando di un possibile intervento militare in quanto l’isola rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale. Se è solo voce grossa resta da vedere, ma........

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