Gluck tradito: un Orfeo irriconoscibile nella regia di Shirin Neshat
Al teatro Valli di Reggo Emilia, venerdì e domenica scorsi, penultimo titolo di stagione con Orfeo ed Euridice di Gluck, presentato in un nuovo allestimento, coprodotto con il Teatro Regio di Parma, affidato alla regia di Shirin Neshat e alla direzione di Alessandro De Marchi alla guida dell’ensemble Modo Antiquo. Orfeo ed Euridice di Gluck rappresenta una pietra miliare nella storia del teatro musicale; opera fondativa della cosiddetta “riforma”, segna il passaggio dal barocco al teatro moderno, restituendo centralità al dramma e alla musica: via gli orpelli del barocco, via il dominio del virtuosismo fine a sé stesso, per restituire centralità alla parola, alla musica e alla verità drammatica. Una riforma – è bene ricordarlo – dovuta tanto a Gluck quanto al librettista Ranieri de’ Calzabigi, figura determinante nella definizione di un nuovo equilibrio tra parola e suono. Alla spettacolarità vuota e ai virtuosismi dell’opera seria settecentesca si sostituiscono continuità drammatica, essenzialità formale, recitativi accompagnati e un ruolo espressivo dell’orchestra finalmente centrale. Delle tre versioni esistenti, è stata scelta la prima, quella viennese del 1762, la più essenziale, priva delle danze e di altre aggiunte apportate alla versione parigina del 1774 in lingua francese. Tanto più sorprende, dunque, che proprio un titolo così emblematico venga oggi piegato a una lettura registica che sembra ignorarne i presupposti. La produzione firmata da Shirin Neshat, artista di fama internazionale proveniente dal mondo delle arti visive, sovrappone infatti all’opera una narrazione parallela che finisce per non avere........
