menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Navigare nell’impensabile

4 0
26.02.2026

Avevamo detto che “controra” nasce come rubrica che si prende il tempo di rallentare, perché affonda le sue radici nella cultura contadina del Sud, quando nelle ore più calde si sospendeva il lavoro nei campi per riprenderlo la sera. Durante l’evasione pomeridiana c’era il tempo per pensare se fossimo stati amati prima di morire, se qualcuno avesse pensato a noi, perché nulla è scontato. Le persone su cui scommetti la vita e a cui dai la vita di solito sono quelle che ti tradiscono prendendoti di sorpresa; mai immagini che possano colpirti alla schiena. Lo pensava anche Giulio Cesare quando, sgomento e morente, si rivolse a Bruto con le parole: “Proprio tu, figlio mio?”. Sì, a volte la vita sembra senza amore. Tempo sprecato che non si incontra con l’altro tempo. È un attimo e non ti incontri con il destino. Felicità e infelicità si incrociano ma non si vedono: ognuna va per la sua strada nella speranza di incontrare ciò che non vedrà più, consapevole di ciò che ha perduto. Un attimo. In un attimo passa il mondo e in un attimo scompari come nulla fosse. Riflessioni pomeridiane di controra che guardano al profondo dell’anima prima di riprendere il lavoro, quando l’aria è più leggera, il corpo riposato e i pensieri ancora confusi. Ma com’è possibile che quella che doveva essere un’evasione superficiale diventi un confronto con l’essenza della vita? Ebbene sì, nutrire la mente è importante quanto nutrire il corpo, non lo sapevi? Lo avevo sentito dire, ma solo ora che il tempo sembra assottigliarsi me ne rendo conto. Controra ha proprio questo scopo: rilassare la mente e navigare nell’impensabile. Navigare dove non esistono mappe né porti sicuri, dove le domande contano più delle risposte e il silenzio pesa più delle parole. È un esercizio di coraggio intimo, un sostare dentro ciò che fa paura senza pretendere di dominarlo. Perché l’impensabile non è ciò che non si può pensare, ma ciò che non abbiamo ancora osato ascoltare. E forse, in quel caldo immobile che sospende il fare, impariamo finalmente a restare.


© Avanti!