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Niente Premier League, siamo inglesi

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17.01.2026

Altro che Brexit. Da quando è nata, nel 1992, nessun allenatore inglese ha mai vinto la Premier League. Ci sono riusciti due sudditi del Regno Unito, sir Alex Ferguson (dall’alto di 13 titoli con il Manchester United) e Kenny Dalglish (nel 1994-95 con i Blackburn Rovers), ma parliamo di due scozzesi. Poi francesi (Arsène Wenger), portoghesi (José Mourinho), cileni (Manuel Pellegrini), molti italiani (Carlo Ancelotti, Roberto Mancini, Claudio Ranieri e Antonio Conte) e tanta Spagna: per Pep Guardiola sei successi dal 2018 al 2024 con il Manchester City, inframmezzati da quello di Jurgen Klopp (tedesco, 2020) e interrotti da Arne Slot (olandese, 2025), entrambi con il Liverpool.

L’eccezione italiana della Serie A autarchica

E anche quest’anno mancherà un successore di Howard Wilkinson che, in quel 1992, vinse l’ultima First Division con il Leeds. Nella sparuta pattuglia di tecnici inglesi – a inizio campionato erano tre su venti squadre – quello piazzato meglio è Eddie Howe, solo sesto con il Newcastle, a 17 punti dalla vetta. Una vetta dove, ai primi tre posti, troviamo altrettanti spagnoli. O, meglio, tre “non-castigliani”. Perché primo è l’Arsenal di Mikel Arteta (basco di San Sebastian), secondo è il Manchester City di Guardiola (catalano di Santpedor) e terzo l’Aston Villa di Unay Emery (basco di Hondarrabia, come spiega un nome completato da un caratteristico Etxegoien).

Per carità, affidarsi un allenatore vincente di un’altra nazione è tipico del grande calcio europeo.........

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