La diossina della disinformazione genera ancora mostri
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Iran Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Crisi energetica Lavoro Auto elettriche Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Giugno 2026 Maggio 2026 Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Società » La diossina della disinformazione genera ancora mostri
La diossina della disinformazione genera ancora mostri
Ci siamo dimenticati qualcosa? Per i grandi giornali italiani cosa accadde quel 10 luglio 1976, quando dall’Icmesa di Seveso s’alzò una nube tossica che causò allarme in tutta la zona e in tutta Italia? A cinquant’anni esatti dal “disastro della diossina”, il Corriere della Sera sceglie un titolo inquietante: “Quell’esplosione e la nube di diossina. I misteri che restano mezzo secolo dopo”. Catenaccio: “Il 10 luglio 1976 la catastrofe ambientale partita da un comignolo della Icmesa, in Brianza. Il giallo dei 42 fusti di rifiuti tossici spariti”.
Scrive Gian Antonio Stella, il gran fustigatore della casta politica:
«I gatti, i polli, i conigli, anche gli uccellini sono morti subito. Forse perché più deboli, resistono di meno».
«I gatti, i polli, i conigli, anche gli uccellini sono morti subito. Forse perché più deboli, resistono di meno».
I gatti, i polli, i conigli. E anche gli........
