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Proteste a Kiev: Ue tace, Usa e Cina si misurano

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20.07.2026

La politica internazionale riappare sulla scena dopo un mese di monotonia. In Ucraina disperazione e coraggio occupano la piazza. Si riaccende la protesta contro la cleptocrazia che lucra sulla guerra mentre nelle trincee si schiuma di rabbia e di sangue e nelle città si convive con l’incubo dei bombardamenti.

L’ennesima ‘purga’ nella cerchia del potere segue le denunce della Sapo, la Procura speciale anti-corruzione, e del Nabu, l’Ufficio nazionale anti-corruzione, che Volodymyr Zelensky tentò di sopprimere. E si sviluppa in un regolamento di conti…anche correnti.

Su alcuni media solo lo spazio necessario a salvare la faccia del pluralismo informativo su un regime che utilizza i cittadini come carne da macello e un dittatore cui il presidente polacco Karol Nawrocki ha ritirato l’onorificenza concessagli dopo l’ultima riabilitazione delle milizie filo-naziste che parteciparono alla caccia agli ebrei e massacrarono circa centomila polacchi.

Poco spazio anche per Rumen Radev, dall’8 maggio nuovo premier della Bulgaria: “Non parteciperemo al sostegno militare all'Ucraina. La soluzione non sono le armi, ma la diplomazia.” Radev ha sollevato il sipario sulla coalizione dei Volenterosi facendola apparire per ciò ch’è realmente: una coalizione di guerrafondai, concediamo pure inconsapevoli, statisti (molto) mancati e politici falliti avviati verso la porta d’uscita (KeirStarmer a dare il via).

Una coalizione che maschera, dietro al ridicolo allarme su un’ipotetica........

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