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Houellebecq: “Come profeta sono stato un po’ sopravvalutato. Detesto solo la rassegnazione: predìco disgrazia per opprimere la modernità”

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21.09.2026

Michel Houellebecq, 70 anni, ospite di Pordenonelegge

Articolo: Salman Rushdie: “Molte religioni deviano verso il fascismo. Gli scrittori sono ostinati: continueranno a dire ciò che devono”

Pordenone – Si racconta con discrezione, quasi ridimensionando l’immagine di profeta che più di qualcuno gli ha appiccicato addosso. “Come profeta sono stato un po’ sopravvalutato. I veri profeti sono quelli della Bibbia, che preannunciano sventure per punire il popolo che aveva peccato. Io predìco disgrazia per opprimere la modernità, ma sono meno severo e meno vendicativo di Ezechiele”. Parola di Michel Houellebecq, che a Pordenonelegge ha presentato la sua opera omnia poetica Tutte le poesie, edita da La nave di Teseo (900 pp., 30 euro), che include anche la sua ultima raccolta inedita Si perde sempre. Un ritorno alle origini per lo scrittore francese, perché in principio fu proprio la poesia, coltivata per quarant’anni e racchiusa nel rigore dei versi regolari appresi dai classici.

Un passaggio tutt’altro che scontato, dal momento che “non ero completamente scemo, ero consapevole che non avrei potuto guadagnarmi da vivere solo facendo il poeta”. Poi è arrivato il momento del romanzo. “Una decisione strana – ha sottolineato Houellebecq –. Con la poesia mi sentivo a mio agio, era quasi una lingua naturale, mentre per il romanzo no”. Del resto, ha aggiunto, “nelle poesie c’è spesso in nuce un romanzo potenziale”. E a guidarle è “qualcosa di imprevedibile: “A volte basta visitare un luogo sconosciuto........

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