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Primarie, il fiuto di Romano Prodi per la sconfitta

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17.04.2026

Dall’apoteosi del 2005 al “de profundis” attuale: perché Romano Prodi oggi boccia le primarie e teme il sorpasso di Giuseppe Conte nel centrosinistra.

Pochi lo ricordano, ma in Italia il papà delle primarie si chiama Romano Prodi, lo stesso che pochi giorni fa le ha liquidate in maniera sprezzante, dicendo che sono un ottimo modo per perdere la partita e per finire come gli Azzurri contro la Bosnia. Curioso: fino a ieri la sinistra riteneva che votare ai gazebo il candidato premier delle prossime elezioni fosse un rito propiziatorio, un’adunata di popolo altamente democratica.

Il 16 ottobre del 2005, quando l’ex presidente dell’Iri scese in campo per guidare l’Ulivo, sfidando altri sei concorrenti, i votanti furono quasi 4 milioni e mezzo e il 74 per cento sulla scheda appose il nome del Professore che, da solo, incassò 3 milioni 182 mila voti, staccando Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Simona Panzino e Ivan Scalfarotto.

Il declino numerico di un rito collettivo

Militanti e banchieri (tra questi l’allora amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo) fecero una lunga fila, versando pure........

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