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Storica sentenza: Instagram e YouTube progettati per creare dipendenza

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26.03.2026

Per la prima volta un processo con giuria ha accertato che i social media possono essere considerati prodotti difettosi capaci di causare dipendenza. Una teoria giuridica ispirata alle battaglie contro Big Tobacco che potrebbe innescare un effetto domino su oltre 2.000 cause pendenti negli Stati Uniti.

Il nome è Kaley. Ha vent’anni, vive a Chico, in California, e ha appena vinto la causa più importante della sua vita. Ma la storia che ha portato in tribunale non comincia da adulta: comincia a sei anni, quando sua madre le ha messo in mano uno smartphone e lei ha iniziato a guardare video su YouTube. A undici anni è arrivato Instagram. Da quel momento, racconta, i social media sono diventati la sua vita intera – «tutto il giorno, ogni giorno» – trascinandola in un vortice di ansia, depressione, dismorfismo corporeo e pensieri suicidari.

Dopo sette settimane di processo, nove giorni e circa 43 ore di deliberazione, una giuria di Los Angeles ha stabilito che quella spirale non era solo una tragedia personale. Era, almeno in parte, il risultato di una scelta deliberata di Meta e Google.

Il processo: un caso pilota per migliaia di cause

La sentenza segna la conclusione del primo processo con giuria mai celebrato per determinare se i giganti della tecnologia debbano essere ritenuti responsabili per la dipendenza da social media. Non si tratta di un caso isolato: il processo è stato scelto come “bellwether”, un caso pilota, cioè collegato ad oltre 2.000 cause pendenti intentate da genitori e distretti scolastici, che sostengono che i colossi dei social media debbano essere considerati come........

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