Simona Uberto, trent’anni tra destino e visione: a Lodi l’antologica “Fatum Futura”
A Lodi l’antologica “Fatum Futura” ripercorre 30 anni di ricerca di Simona Uberto tra fotografia, installazioni e paesaggi-miraggio
C’è una linea sottile, quasi impercettibile, che separa il reale dalla sua proiezione. È su quel crinale che si muove da oltre trent’anni la ricerca di Simona Uberto, e oggi quella traiettoria trova una sintesi compiuta in Fatum Futura, l’ampia mostra antologica ospitata da Bipielle Arte a Lodi dal 28 febbraio al 22 marzo 2026.
Curata da Maria Laura Gelmini, l’esposizione riunisce circa cinquanta opere tra fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali, offrendo una lettura coerente e stratificata di un percorso iniziato negli anni Novanta e mai interrotto.
Tra ciò che è stato pronunciato e ciò che deve ancora accadere
Il titolo non è una suggestione poetica, ma una dichiarazione di metodo. Fatum, dal latino fari, indica ciò che è già stato pronunciato, il destino che incombe; Futura è invece lo spazio dell’attesa, del possibile, del non ancora. In questa tensione tra predeterminazione e apertura si condensa l’intero impianto concettuale della mostra.
La dialettica attraversa ogni fase del lavoro dell’artista: si parte sempre da un frammento reale — uno scatto urbano, un paesaggio, un dettaglio — per approdare a un’immagine trasformata, destabilizzata, sottratta all’evidenza. Non........
