Gyros, la succosa armonia che surclassa il caos del kebab
Una serie di contingenze neppure poi così lontane nel tempo mi portarono a vivere in un monolocale che - in barba alle fantasie di Jovanotti - non sarebbe diventato un castello. Le contingenze non erano affatto liete, insomma era un periodo escrementizio, però il monolocale si trovava tra molte luci, bar, locali e ristoranti. C’era anche un greco, ovvia specialità il gyros. Non lo mangiavo da tempo e ne trassi conforto. L’azzannarlo innescò una riflessione, un parallelismo col kebab. Ma dai?
Premessa: sono conscio che al lettore di Libero un’elucubrazione su brandelli di carne fasciati in una pita potrebbe suscitare ripulsa. Ma c’è un però che è un po’ il centro........
