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“Super Papà Luca”, un’associazione per ricordare Luca Giannecchini. Si occuperà di sicurezza sul lavoro

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20.03.2026

Lucia Sarconio con il figlioletto e la foto del papà

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Lucca, 20 marzo 2026 – Due anni fa, in quel maledetto 21 marzo, quando gli agenti arrivarono davanti alla porta della famiglia Giannecchini non ebbero il coraggio di bussare. Proprio lì sulla porta, attaccato poche ore prima dai suoi bimbi per festeggiare il 19 marzo, c’era un biglietto: «Auguri super papà». Una frase semplice, carica d’amore, che tolse anche quel poco coraggio rimasto per dare la tragica notizia. Quel «super papà», a casa, non sarebbe mai più tornato.

La nascita dell'associazione

Oggi, due anni dopo la morte sul lavoro di Luca Giannecchini (e un’inchiesta archiviata), la festa del papà per la moglie Lucia Sarconio e per i piccoli Fausto e Viola ha un significato diverso, più profondo. È memoria, è dolore, ma anche scelta. La scelta di trasformare una perdita devastante in qualcosa che possa aiutare gli altri. Da questa volontà, come annunciato mesi fa anche in diretta Rai, è finalmente nata l’associazione «Super Papà Luca Giannecchini Aps», presentata ufficialmente ieri a Palazzo Ducale. Insieme a Lucia, moglie di Giannecchini, erano presenti il consulente dell’amministrazione provinciale Roberto Guidotti, l’avvocato Gabriele Balice e Riccardo Turreni, autore del libro «Ti sentirai sicuro come prima?», che raccoglie storie - tra cui quella di Lucia - legate alla sicurezza sul lavoro.

Obiettivi e progetti dell'associazione

L’associazione intende operare su due fronti: da un lato promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro; dall’altro offrire un supporto concreto alle vittime e alle loro famiglie, spesso sole di fronte al trauma della perdita, alla burocrazia e alle difficoltà economiche. L’obiettivo è fornire assistenza immediata nelle pratiche, nei rapporti con le autorità e nella gestione delle prime criticità, affiancando anche un sostegno psicologico. Tra le finalità anche il supporto economico alle famiglie e la realizzazione di iniziative dedicate ai figli, per restituire loro piccoli ma preziosi momenti di serenità.

Il valore di un impegno

«Mio marito diceva sempre che i più forti devono aiutare i più deboli – ha spiegato Lucia – Sentivo che la morte di Luca non poteva essere successa per caso. Quando mi hanno proposto di andare nei cantieri a parlare di sicurezza sul lavoro, ho capito che il mio compito era proprio quello: fare in modo che ciò che ho vissuto io non accada mai più. Oltre a promuovere la cultura della sicurezza, oggi finalmente potremo aiutare anche le persone che ne hanno bisogno. Riempirò così il grande vuoto che ha lasciato Luca».

Il cammino verso il supporto

Da qui l’impegno nei cantieri, il contatto con Riccardo Turreni, e il percorso che, insieme all’avvocato Balice, ha portato alla nascita dell’associazione. «Quando accadono queste tragedie – ha spiegato l’avvocato – le famiglie si trovano ad affrontare una burocrazia complessa proprio nel momento più difficile. Il nostro compito è alleggerire questo peso». «Il mio sogno – ha concluso Turreni – è che un giorno associazioni come questa non esistano più. Vorrebbe dire che la cultura della sicurezza è diventata una realtà quotidiana e che gli incidenti sul lavoro fanno parte del passato». «La cultura della prevenzione e della sicurezza è fondamentale, soprattutto per i lavoratori e gli imprenditori di domani - ha aggiunto Guidotti - Solo uniti possiamo creare qualcosa di concreto. Ci auguriamo che i comuni della nostra Provincia diano attenzione e stimoli per iniziative come questa». Un’associazione, questa, nata per trasformare il dolore in aiuto, memoria in impegno, assenza in presenza concreta per gli altri. Proprio come avrebbe voluto quel «super papà».

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