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Discarica Tre Monti, così sarà il parco fotovoltaico: “Darà energia a 350 famiglie”

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26.03.2026

Sopra, la discarica. Sotto da sinistra: la vicesindaca Elisa Spada, Mirco Mongardi (Cer), Andrea Ramonda (Herambiente) e il sindaco Marco Panieri

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Imola, 26 marzo 2026 – Un’area simbolo della gestione dei rifiuti che cambia funzione e guarda alla produzione di energia pulita. Presentato ieri mattina in Municipio l’atteso progetto del nuovo parco fotovoltaico all’ormai ex discarica Tre Monti, passaggio delicato in un percorso di trasformazione che riguarda un luogo storicamente sensibile per il territorio.

L’iniziativa promossa da Herambiente

L’iniziativa, promossa da Herambiente insieme al Comune e alla Comunità energetica rinnovabile (Cer), cooperativa del circondario, interviene su un sito, quello di via Pediano, che per anni ha svolto un ruolo centrale nello smaltimento. Qui, oltre all’impianto di trattamento meccanico-biologico, come noto era infatti attiva una discarica per rifiuti non pericolosi i cui conferimenti si sono conclusi nel novembre 2024. E da allora restano in corso le operazioni tecniche previste dalla normativa per la messa in sicurezza e il ripristino ambientale.

Piano di recupero dell’area

Il progetto proprio si inserisce nel piano di recupero dell’area, di proprietà di Con.Ami, e prevede la realizzazione dell’impianto sulla copertura del Tmb. Una scelta che consente di evitare nuovo consumo di suolo, sfruttando una superficie già impermeabilizzata di circa 7mila metri quadrati. I lavori sono programmati tra giugno e luglio, con collaudo previsto entro la fine dell’estate.

L’impianto avrà una potenza di 999 kWp

Dal punto di vista tecnico, l’impianto avrà una potenza di 999 kWp, con 2.147 moduli fotovoltaici e una produzione stimata superiore al milione di kWh annui, pari al fabbisogno di circa 350 famiglie. L’energia sarà condivisa attraverso la Cer, con priorità di adesione per i residenti lungo la viabilità di accesso al sito.

L’investimento sfiora il milione di euro

L’investimento, sostenuto da Herambiente, sfiora il milione di euro e porterà benefici ambientali stimati in oltre 300 tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno e circa 9.050 tonnellate nell’arco di trent’anni, con un impatto equivalente alla piantumazione di decine di migliaia di alberi. Si tratta di stime, che andranno verificate nel tempo in base all’effettiva produzione dell’impianto e alle condizioni di esercizio.

Percorso di riqualificazione complessiva del sito

Nel frattempo, prosegue anche il percorso di riqualificazione complessiva del sito. Dopo la chiusura della discarica, sono in corso le attività per la copertura definitiva, con sistemi multistrato in grado di isolare i rifiuti e ridurre infiltrazioni ed emissioni. Si tratta di una fase tecnica che richiederà tempo e monitoraggi costanti. Dal 2028 è previsto inoltre il piano di rinaturalizzazione con manto erboso, arbusti e potenziamento delle alberature.

“Pagina fondamentale per il futuro energetico” 

Dalle istituzioni arriva una lettura che insiste sul valore del progetto per il territorio. Il sindaco Marco Panieri e la vicesindaca Elisa Spada, assessora all’Ambiente, parlano di una “pagina fondamentale per il futuro energetico” e sottolineano come l’intervento permetta di “restituire alla comunità un’area capace di produrre energia per 350 famiglie”. Evidenziano inoltre che “l’energia prodotta diventa un bene collettivo” e che la priorità data ai residenti delle zone limitrofe rappresenta “un atto di attenzione”.  Dal lato industriale, l’amministratore delegato di Herambiente, Andrea Ramonda definisce l’intervento una “naturale evoluzione” del sito, che consente di “continuare a generare valore per il territorio” attraverso la produzione di energia rinnovabile.

Utilizzo di superfici già impermeabilizzate

Ramonda sottolinea inoltre come si tratti di un progetto “coerente con i principi di sostenibilità”, grazie all’utilizzo di superfici già impermeabilizzate e senza nuovo consumo di suolo, oltre al coinvolgimento di una società del gruppo, segno della volontà di “valorizzare competenze interne” e filiere già presenti.

Mongardi: “La transizione può essere costruita a livello territoriale”

Per la comunità energetica, il presidente Mirco Mongardi evidenzia che l’iniziativa dimostra come la transizione possa essere costruita “davvero a livello territoriale”, grazie alla collaborazione tra pubblico, cittadini e operatori energetici. L’ingresso di Hera, aggiunge, “rafforza in modo significativo la capacità di generare energia rinnovabile condivisa” e rappresenta “un passaggio importante” per sviluppare una comunità energetica “aperta, inclusiva e in crescita”.

Il progetto si inserisce in un contesto che richiederà attenzione nei prossimi anni

Accanto agli aspetti positivi, il progetto si inserisce comunque in un contesto che richiederà attenzione anche nei prossimi anni, sia per quanto riguarda il completamento del ripristino ambientale sia per il coinvolgimento effettivo della comunità energetica. La trasformazione dell’impianto dei Tre Monti, infatti, si gioca su tempi lunghi e su un equilibrio tra esigenze ambientali, sviluppo energetico e aspettative dei cittadini.

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© il Resto del Carlino