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Vildoza e l’aggressione alla volontaria: “Niente filmati e assenza di lesioni, impossibile dare una lettura univoca”

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31.03.2026

Luca Vildoza e la moglie Milica sono accusati di avere aggredito una volontaria della Croce Rossa, il pm ha chiesto ’archiviazione

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Bologna, 31 marzo 2026 – Dalle informazioni raccolte, non è possibile «estrapolare una lettura unitaria dei fatti». Troppe «le zone d’ombra» e le «incrogruenze» in questa storia. E poi, non ci sono filmati, ergo i fatti possono essere ricostruiti solo sulle dichiarazioni dei presenti, del tutto in contrapposizione: e i dubbi restano. E poi, i certificati medici, che «escludono lesioni al collo» e «al cuoio capelluto».

Il pm Messina ha chiesto l’archiviazione

Per questi e altri motivi, il pm Federica Messina la settimana scorsa ha chiesto l’archiviazione del caso che ha coinvolto il giocatore della Virtus, Luca Vildoza, e la moglie Milica Tasic. Il 15 ottobre i coniugi furono arrestati con l’accusa di avere aggredito una operatrice sanitaria della Croce Rossa in servizio su un’ambulanza, per una lite esplosa in strada, all’angolo tra viale Silvani e via Calori. Pochi mesi dopo però, nell’udienza del 9 gennaio, il gip Alberto Ziroldi non convalidò l’arresto dei coniugi. E la settimana scorsa il pm ha chiesto l’archiviazione. Vildoza e la moglie sono assistiti dagli avvocati Giulia Bellipario e Mattia Grassani. La volontaria che ha fatto denuncia, Tiziana D’Antonio, è assistita dall’avvocata Alessia Cuppini.

"Incertezza cirac l’esatta dinamica del fatto”

C’è «incertezza circa l’esatta ricostruzione della dinamica del fatto», una incertezza che rende impossibile descrivere con precisione le condotte contestate e, ancor più, attribuire loro una sicura rilevanza penale. Gli elementi acquisiti «non consentono di formulare una prognosi ragionevole di condanna nei confronti degli indagati», anche perché si è in presenza della «non totale sovrapponibilità delle informazioni raccolte» e la loro «analisi complessiva non consente di estrapolare una lettura unitaria dei fatti». Sono alcuni dei passaggi delle motivazioni rilevati dagli avvocati dei coniugi Vildoza, che chiedono l’archiviazione dei loro assistiti. In altre parole, per il pm. il materiale raccolto non ha consentito di superare i dubbi emersi nel corso delle indagini.

Cosa è successo la sera del 15 ottobre scorso

La sera del 15 ottobre scorso, dopo una partita della Virtus, scoppiò una lite molto accesa tra i coniugi e il personale di un’ambulanza. L’operatrice sanitaria li aveva denunciati e i due erano stati arrestati dalla polizia, ma rimessi in libertà poco dopo. I due legali sottolineano inoltre che la Procura rileva come «in assenza di filmati che possano documentare in maniera incontrovertibile i fatti», gli eventi possono essere ricostruiti soltanto attraverso le dichiarazioni dei soggetti presenti, dichiarazioni che non restituiscono un quadro univoco, lineare e privo di contraddizioni.

Richiesta di archiviazione

Nella richiesta di archiviazione, spiegano ancora Bellipario e Grassani, si fa riferimento al contenuto del primo referto medico, in cui si dà atto che la persona offesa «non presentava ecchimosi a livello del collo, non edema né tracce ematiche a livello faringeo, non disfonia, lamenta lieve odinofagia», rilevando poi che i certificati in atti «escludono lesioni al collo, né individuano lesioni al cuoio capelluto».

I coniugi Vildoza, fanno sapere gli avvocati, esprimono «soddisfazione e sollievo per l’esito cui è pervenuta la Procura. Entrambi hanno vissuto mesi complessi, segnati da inevitabili ripercussioni personali e professionali, ma non hanno mai smesso di credere nella giustizia italiana. «L’iniziativa della Procura restituisce centralità ai fatti, sottraendoli a ogni semplificazione e a ogni rappresentazione distorta», dicono Bellipario e Grasssani.

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© il Resto del Carlino