L'editoriale/Quella burocrazia europea dei Soviet
Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Premesso che è assolutamente non solo condivisibile, ma anche necessario che uomini e donne percepiscano uguali retribuzioni per lo svolgimento di una medesima attività lavorativa, è indispensabile perseguire l’obiettivo con gli strumenti adeguati ed evitare possibili danni collaterali di decisioni ideologiche.
La direttiva europea numero 970 del 2025, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 6 giugno di quest’anno, ha lo scopo di “combattere la discriminazione retributiva e contribuire a colmare il divario retributivo di genere nella UE”, a partire dalle aziende con più di 100 dipendenti. E già si parte male, dato che risulterebbero escluse le imprese piccole, dove forse i trattamenti sono maggiormente differenziati rispetto a quelle più grandi e sindacalizzate, in cui la Ral è più omogenea.
Per assicurare l’uguaglianza di trattamento economico, lo strumento individuato è quello della trasparenza delle retribuzioni, che dovrà essere riferita a livelli retributivi calcolati sulla base della “retribuzione effettiva per il lavoratore”. In sostanza, la direttiva mira a dar luogo ad un sistema in cui sia possibile conoscere il trattamento economico realmente corrisposto ad ogni lavoratore, in modo da consentire una comparazione puntuale. La........
