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Nina, 87 anni, ultima retaia di Monte Isola: “La mia vita? Ho iniziato a cucire che ero una bambina”

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23.03.2026

Nina Mazzucchelli Turla, 87 anni, è ancora al lavoro: con mani agili padroneggia l’antica arte che fu al servizio dei pescatori

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Monte Isola (Brescia=, 23 marzo 2026 – Lei si definisce una “retaia“. Guai a chiamarla ricamatrice. Perché Nina Mazzucchelli Turla, 87 anni portati con la grazia di chi ha ancora le mani agili e lo sguardo fiero, non infila fili per ricamo: intreccia destini di cotone, creando reti che hanno attraversato la storia. Da ottant’anni, una vita intera, Nina cuce reti a mano.

L'ultima artigiana di Lombardia

È probabilmente una delle ultime e più longeve artigiane della Lombardia a padroneggiare quest’arte antica, un mestiere che profuma di lago e di tradizione.

Una vita dedicata all'arte del cucito

A casa sua e nel retificio dove ha lavorato da ragazza, tra le acque che circondano l’isola, ha realizzato migliaia di reti. Ci sono quelle per il calcio, che hanno catturato palloni sui campi più sperduti; quelle per la pallavolo e la pallacanestro, tutte cucite con la pazienza certosina di chi conosce il nodo giusto al millimetro. Ma le sue mani hanno lavorato anche per il lago. Nel retificio di Peschiera Maraglio, un tempo il cuore pulsante dell’isola, Nina azionava i macchinari per produrre le reti da gettare nelle acque del Sebino, quelle destinate alla pesca. Un doppio registro, manuale e meccanico, che racconta la storia dell’isola, dove ancora oggi esistono retifici e cantieri navali, che affiancano le attività turistiche e commerciali e la pesca di professione.

La memoria vivente di Monte Isola

Oggi, a 87 anni, Nina Mazzucchelli Turla è molto più di un’artigiana. È una delle memorie viventi di Monte Isola. "Ho iniziato a cucire reti da bambina – spiega la signora Nina – non avevo ancora dieci anni. E da allora non ho mai smesso. Ho lavorato per lo più in casa, come tantissime donne del posto, ma anche diversi anni in retificio, giù sulla riva del lago, dove oggi c’è un bel ristorante. Sono stata assunta in azienda a 14 anni. Prima ero stata per quasi un anno a Capriolo per imparare a fare la sarta dalla famiglia Gottardi, ma non ho resistito lontana dalla mia isola. Mi sentivo triste nonostante l’affetto di chi mi accoglieva. Ho fatto quanto ho potuto per la famiglia, con il mio adorato marito. Abbiamo avuto due bravi figli e dei meravigliosi nipoti. E abbiamo sempre lavorato, senza fermarci”.

L'amore per l'isola

A Nina non piace andare sulla terra ferma. "Se devo ci vado, ma tutto il mio mondo è sull’isola – confessa- mi sento una donna di lago e di collina, dato che vivo in una delle frazioni alte, a Siviano. Oggi continuo a cucire reti, non per lavoro ma per la nostra parrocchia e per la pesca dell’oratorio. Stiamo raccogliendo fondi per il restauro della chiesa della frazione. Sono molto felice di dare il mio contributo usando, come un tempo, il filato e l’öcia (ago in dialetto isolano)”. E mentre parla, le mani di Nina volano veloci e creano meraviglie di artigianato, storia e generosità.

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