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In Lombardia il reddito non dà un tetto. Vuoto il 20% delle case: è l’effetto degli affitti brevi

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11.03.2026

Tra i singoli comuni sono più di 470 quelli lombardi che hanno visto aumentare le case non occupate

Per approfondire:

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Milano, 10 marzo 2026 – Affitti sempre più cari, case che non si trovano neanche per chi ha un lavoro, ma 20 abitazioni su 100, in Lombardia, sono vuote. Un dato, quello che arriva dal censimento dell’Istat sulle abitazioni, che fotografa un mercato immobiliare cristallizzato, in cui domanda e offerta faticano ad incontrarsi, per vari motivi: da una parte, c’è la paura della morosità da parte dei proprietari di casa, oltre che il timore di non riuscire a tornare in possesso del proprio appartamento in caso di necessità; dall’altro c’è sicuramente la redditività degli affitti brevi rispetto a quelli lunghi, opzione che costa un po’ di lavoro, ma che viene ripagata dalla maggiore certezza dei tempi e dei modi di rilascio dell’appartamento a favore del proprietario.

Entrando nel merito dei dati, aggiornati dall’Istat nel 2026, ma riferiti al 2023, la Lombardia è tra le regioni d’Italia con il patrimonio edilizio più utilizzato, anche se il 20% delle abitazioni risulta comunque non occupato. Nel complesso, si parla di 1.165.630 di case, sostanzialmente stabili rispetto a 1.198.870 del 2019. Tra le province lombarde, la quota maggiore di abitazioni non occupate è nelle province di Sondrio (56%), Lecco (30,9%), Como (27%). Seguono Bergamo, con il 26% e Brescia con il 25%.

Milano è la provincia con più case non abitate

Il confronto tra province

Dal confronto con il 2019, emerge che i dati delle case non occupate sono in calo quasi ovunque, tranne che nel Milanese e nella provincia di Sondrio dove si registra un’inversione di tendenza, legata probabilmente all’andamento dei prezzi per il capoluogo lombardo, alle dinamiche demografiche nel territorio di Sondrio. Tra i singoli comuni, sono comunque più di 470 quelli lombardi che, nel 2023, hanno visto aumentare le case non occupate.

Tra i capoluoghi, c’è Milano, dove sono rimaste stabili le abitazioni abitate, mentre sono aumentate di circa 4.280 unità quelle non occupate da residenti. Si rileva anche l’aumento di quasi un migliaio di case non occupate a Bellano (sul lago di Como), ma crescono le case senza residenti anche a Gallarate, Como, Livigno, Valdidentro, Sesto San Giovanni, Desenzano del Garda, Cremona, Manerba del Garda, Ponte di Legno, Crema, Tirano, Bormio.

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900 euro per affittare un bilocale

L’elevata presenza di comuni turistici tra quelli col maggior aumento di case non occupate conferma il ruolo del turismo come variabile che ha modificato profondamente il mercato della domanda e offerta immobiliare. Sul Garda, ad esempio, le poche locazioni disponibili residenziali sul mercato arrivano a toccare anche 900 euro per un bilocale e le altre vengono affittate a settimana, con costi proponibili solo ad affittuari temporanei.

Il tema casa non riguarda più, ormai, solo chi è in situazione di fragilità, che trova, a fatica, una risposta nel pubblico, ma soprattutto la fascia intermedia che non trova disponibilità pur avendo un reddito. Il problema non riguarda solo la Lombardia: il 2026 dovrebbe esser l’anno delle proposte nell’ambito del Piano europeo per la casa.

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