Il nuovo traduttore di Philip Roth: “Tra le contorsioni di Operazione Shylock, come un Houdini della parola. Il Signore degli Anelli? Sui social volevano farmi la pelle”
Ottavio Fatica
Per approfondire:
Articolo: Franzosini, l’anticonformista sincero. I miei fatti minori nella grande StoriaArticolo: Ritradurre Roth senza un Lamento: "Portnoy non può invecchiare. Ma oggi finirebbe in shit storm"Articolo: Edoardo Prati, influencer culturale: "Nelle pagine cerco emozioni. Io tuttologo? Condivido letture"Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
SeguiciMilano – La scoperta improvvisa (feroce) di Céline. Un innamoramento. Da ragazzo. E da lì nasce un po’ tutto: il desiderio di scrivere e di tradurre, il bisogno senza pace di immergersi nelle parole e di fare testa contro testa con gli autori. Scoprendo meraviglie e bernoccoli. Questo l’orizzonte di Ottavio Fatica, traduttore e consulente Adelphi. Che firma “Operazione Shylock“ di Philip Roth, appena uscito per la casa editrice milanese con prefazione di Emmanuel Carrère. Una spy story. Dove l’intifada anni 80 s’intreccia a una certa esuberanza creativa. E al tema del doppio. Certo un ennesimo viaggio sul confine. Fra le scritture. I pensieri. Le intenzioni.
Fatica, come nasce il progetto su Roth?
"Attraverso il confronto con l’agente, che ci ha portato ad indagare un corpus di 34 opere, nonostante nessuno di noi in casa editrice si consideri un rothiano incallito. Anzi. Ci siamo quindi suddivisi le letture prima di partire con ‘Lamento di Portnoy’ per il suo grande effetto d’urto. A quel punto c’era però da capire come proseguire. E devo ammettere che io non ho mai avuto una passione particolare per quella zona della letteratura: Roth,........
