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A Imbavagliati Tony Esposito presenta «Esperanto», un inno alla pace con Moni Ovadia e Baba Sissoko

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09.05.2026

«Voglio dedicare questi versi a Papa Leone che ha saputo difendere la pace da ogni attacco». Parte così il Festival Internazionale del Giornalismo Civile

«Voglio dedicare questi versi di pace a Papa Leone che ha saputo difendere la pace da ogni attacco». Sono le parole di Tony Esposito in occasione della visita del Pontefice.  Un omaggio poetico che si fa musica insieme con Moni Ovadia e Baba Sissoko, in un brano, «Esperanto (Help Me)», scritto dal percussionista napoletano con l’importante contributo dello scrittore, attivista e cantautore italiano di origine bulgara e il musicista maliano, coarrangiato e composto nel testo insieme con il produttore, musicista Sasà Flauto, in anteprima come manifesto artistico dell'undicesima edizione di “Imbavagliati”. Il festival internazionale di giornalismo civile, ideato e diretto da Désiré Klain, si svolge dall'11 al 13 maggio, sul tema “Il silenzio delle innocenti: chi dimentica diventa il colpevole”, in collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – che ospiterà la manifestazione nella sua storica sede di Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14) – con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti Italiani , con la Federazione Nazionale della Stampa, con il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e Articolo21.

Dai muri costruiti in un minuto alle finestre come avamposto di speranza per madri afflitte. «Esperanto» è anima e sangue, voglia di cambiare qui e adesso. E’ il canto che Tony Esposito, Moni Ovadia e Baba Sissoko donano al mondo in esperanto, la lingua creata nel 1887 dal medico polacco L. L. Zamenhof per facilitare la comunicazione tra popoli di nazionalità diverse. Una parola che significa «colui che spera», a fungere da titolo di una canzone dedicata ai bambini vittime delle guerre. Agli innocenti massacrati negli angoli più diversi del pianeta. Un inno d’amore universale, dunque. Entro il quale calarsi, spogliandosi del proprio ego e abbracciando il prossimo sempre e comunque. E al di là di ogni bandiera o confine. Il tribalismo vibrante di Esposito si fonde con quello afro di Sissoko, mentre la........

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