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Overtourism, Airbnb: «Non siamo noi responsabili e sugli abusivi collaboriamo». Resta Abitante: «Non abbastanza»

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07.05.2026

Il management della multinazionale ha presentato i suoi dati per Napoli annunciando collaborazioni col Comune e i comitati anti sfratto replicano: «Valutazioni parziali e imprecise, contro la speculazione serve di più»

«Non siamo certo noi responsabili degli effetti dell'overtourism». Ieri Matteo Sarzana, country manager di Airbnb Italia, a Napoli, ha fatto il punto della situazione. La multinazionale irlandese in città conta oltre 9.000 alloggi registrati sulla piattaforma, con una crescita «doppia» rispetto agli anni passati. Airbnb si è dichiarata pronta a collaborare con l'amministrazione comunale per trovare un equilibrio tra il successo turistico e la necessità di limitare l'eccesso agli affitti brevi nel centro storico, pur affermando di trainare il mercato turistico campano, offrendo garanzie di qualità e conformità. Secondo i dati di Airbnb su Napoli, l'80% degli host gestisce un solo appartamento con un guadagno medio annuo lordo di circa 4.300 euro. Ma c'è soprattutto il sommerso ed Airbnb ha preso una posizione netta sugli abusivi, legandola all'introduzione del nuovo CIN (Codice Identificativo Nazionale). Ha annunciato che, grazie all'integrazione obbligatoria del CIN, circa 2.000 annunci ritenuti non in regola o privi dei codici necessari sono già stati o verranno rimossi dalla piattaforma e Sarzana ha confermato che Airbnb sta dialogando con il Comune per facilitare lo scambio di dati e identificare le strutture che operano senza le autorizzazioni necessarie, con........

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