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Il procuratore Gratteri: «Segnale forte e chiaro, la società civile è viva»

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Ha lasciato l'ufficio prima dell'inizio dello spoglio. Di sé aveva detto: «Sono l'ultimo samurai»

"La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco i principi fondamentali". Il procuratore Nicola Gratteri ha commentato così il risultato del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Nella giornata di oggi si è presentato in tarda mattinata presso gli uffici della Procura di Napoli ed ha deciso di non ricevere i giornalisti, per poi lasciare il suo ufficio prima dell'inizio dello spoglio. Gratteri è stato uno dei protagonisti della campagna referendaria: si era autodefinito "l'ultimo samurai", il primo a lanciare la sfida comunicativa quando il No era in ritardo - secondo i sondaggi - di almeno 25 punti percentuali. 

Tra interviste, apparizioni in tv e conferenze stampa, Gratteri ha cercato per mesi di comunicare la sua idea precisa sulla riforma della giustizia, una secca bocciatura della separazione tra giudici e pubblici ministeri, dell'alta corte e del sorteggio nel doppio Consiglio Superiore della Magistratura. "È stata una scelta consapevole - ha aggiunto Gratteri - una presa di posizione in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Questo risultato non è un rifiuto al cambiamento, ma il rifiuto di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e di migliorarne il funzionamento complessivo, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie - ha concluso il capo della Procura di Napoli - ma devono essere costruite con responsabilità, competenza e rispetto dei diritti". Nel corso della campagna referendaria, Gratteri è stato protagonista di dichiarazioni "travisate, parcellizzate", che hanno alimentato la polemica politica. Al Corriere aveva sottolineato come "il sorteggio del Csm è truccato" facendo riferimento ai membri laici - quelli di nomina politica - che sarebbero aumentati in numero e percentuale. Ma a scatenare gli attacchi politici è stata in particolare una frase estrapolata da una intervista, in cui Gratteri aveva specificato che in Calabria avrebbero votato per il no "le persone perbene", mentre per il sì "gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata i mafiosi". 

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