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Salute, salari e casa: così Pd, M5S e Avs preparano l’alternativa. Resta il nodo su Kiev

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19.10.2026

Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni (Agenzia Liverani Sas)

Roma, 19 ottobre 2026 – All’indomani dell’ufficializzazione della sua corsa a Palazzo Chigi, Elly Schlein indica nel programma, da costruire “con tutti e da tutti”, il primo passo per l’alternativa al governo da costruire con cittadini, sindacati e associazioni. La segretaria dem rompe gli indugi, è pronta a correre “con o senza primarie”. Una risposta a M5S e Avs, che spingono per l’ipotesi di un federatore, un nome terzo capace di mettere tutti d’accordo. Le opposizioni, Pd, M5S e Avs, partono da percorsi e priorità differenti, tra proposte condivise e nodi ancora aperti. Ecco come i tre partiti stanno delineando la propria idea di governo, dal lavoro alla sanità, fino alle politiche sociali.

Programmi a confronto, Pd-M5S-Avs: tre percorsi per l’alternativa

Il M5S ha costruito il proprio programma attraverso "Nova – Parola all’Italia", un percorso partecipativo con incontri sul territorio e tavoli online, concluso il 19 e 20 settembre al World Join Center di Milano, dove le proposte sono state raccolte in 20 punti programmatici sottoposti al voto degli iscritti. Il Pd ha lavorato attraverso una campagna di ascolto e approfondimento tematico, rilanciando le proprie priorità all’assemblea nazionale di ieri, domenica 18 ottobre, alla Nuvola di Roma. Avs ha coinvolto cittadini e non iscritti con la piattaforma online "Decidiamo", raccogliendo e votando proposte poi presentate a Roma. Tre percorsi distinti, tra consultazioni digitali, confronto pubblico e appuntamenti politici, per definire le rispettive priorità in vista di un’eventuale proposta comune di centrosinistra.

Sanità: il servizio pubblico come priorità comune

La difesa della sanità pubblica è uno dei terreni di maggiore convergenza tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Il punto di partenza è condiviso: liste d'attesa troppo lunghe, carenza di personale e difficoltà di accesso alle cure rischiano di trasformare il diritto alla salute in una possibilità legata al reddito. Il Pd ha messo nero su bianco una proposta finanziaria precisa: portare la spesa sanitaria al 7-7,5% del Pil, in linea con la media europea, e reperire almeno 20 miliardi di euro per invertire il definanziamento del Servizio sanitario nazionale. Le risorse, secondo la proposta dem, dovrebbero servire ad assumere personale, rendere più attrattive le professioni sanitarie e rafforzare le strutture pubbliche, evitando che i nuovi finanziamenti finiscano a sostenere il privato. Il M5S punta invece anche su uno strumento specifico per abbattere le liste d'attesa: un fondo perequativo alimentato dalla sanità privata e una struttura nazionale di coordinamento con poteri d'intervento sul personale, sulla diagnostica e sull'utilizzo di sale operatorie e servizi. Avs, dal canto suo, chiede maggiori risorse per il servizio pubblico e denuncia le disuguaglianze territoriali, la precarietà del personale e il ricorso ai medici a gettone. La convergenza è netta sull'obiettivo, mentre cambiano gli........

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