“I ragazzi si radicalizzano in rete per fuggire dagli adulti”. Lancini: ecco cosa c’è dietro alle aggressioni a scuola
Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro
Articolo: Lamezia Terme, studente 14enne pianifica aggressione con il coltello alla prof di Italiano. Fermato dai carabinieri
Articolo: “Il 13enne arruolato da gruppi suprematisti”. In chat uno scriveva in cirillico. Quattro account in videochiamata, poi l’aggressione alla prof
Milano, 23 settembre 2026 – Fermato dai compagni di classe mentre pianificava l’aggressione con un coltello alla prof di italiano. Messaggi in rete scambiati su un gruppo Telegram, i coltelli nascosti nella bagno della scuola e “nessun segno di disagio” (apparente). Il caso di Lamezia Terme è solo l’ultimo episodio di una violenza che sconcerta – dopo le aggressioni ‘fotocopia’ di Roma, Trescore Balneario (Bergamo) e San Vito Lo Capo (Trapani) – e convolge il mondo degli adulti. Senza rendersi conto, però, che “è proprio dalla scuola, dai genitori e dalla responsabilità delle istituzioni che il germe della rabbia e dalla paura inizia a crescere”, contagiando le nuove generazioni.
È il messaggio forte e in controtendenza lanciato dallo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, esperto di giovani, presidente della Fondazione Minotauro. Lancini ha appena pubblicato il libro ‘A volte ti amo’, una riflessione sulle relazioni che coinvolgo tutti, adulti e ragazzi. “Ed è da lì che bisogna partire non solo per capire, ma per fare una vera e concreta prevenzione”.
Dopo l’accoltellamento di Roma, si è parlato della ‘True Crime Community’ e il suolo di presunti ‘suprematisti’ che agganciano i ragazzi in rete. È davvero così?
"La radicalizzazione in rete delle nuove generazioni è in realtà un fenomeno di ritiro sociale prevalentemente maschile. Il mondo digitale e quello reale sono diventati una sola cosa: non esiste più la realtà online, siamo di fronte alla vita ‘Onlife’, come ha spiegato il........
