Sinner oltre il pericolo Michelsen: continua il sogno americano di Jannik
Sinner oltre il pericolo Michelsen: continua il sogno americano
Sinner oltre il pericolo Michelsen: continua il sogno americano
Miami, il numero 2 al mondo piega il bombardiere Usa in due set tirati. Esce anche Fritz, torneo maledetto per le teste di serie
Sinner contro Alex Michelsen a Miami (Epa)
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Roma, 25 marzo 2026 – E alla fine arriva sempre il sole. Provvindenziale sbuca quando la partita di Sinner si fa buia contro Alex Michelsen. L’americano che pare una delle miglior personificazioni di Andy Roddick, tutto muscoli aggressività e servizio. Jannik Lo batte in due set (7-5, 7-6), recuperando un break proprio quando la partita sembrava più dura. Può non esser facile piegare qualcuno che da bambino piangeva se il tempo era brutto e non poteva giocare a tennis. Un ragazzo Alex, cresciuto durante il periodo del Covid, stringendo i denti e allenandosi pure cinque ore di fila ogni giorno per arrivare al circuito maggiore. La natura gli ha donato un servizio poderoso e un rovescio molto solido, proprio come quello di Jannik. Che però si aggrappa da subito al servizio per tenere a distanza l’americano con una fame di punti da cannibale. Perché se si guarda avanti e la strada è quasi battuta. La moria di teste di serie (ieri anche il ko di Fritz contro Lehecka) vede ai quarti di finale il vincente fra Atmane-Tiafoe giocata nella notte. Poi un giocatore da pescare nel quartetto Humbert-Cerundolo, Halys-Zverev, tutti match andati in scena nella notte italiana.
Ma è proprio Sinner che sul 4 pari piomba sul primo passaggio a vuoto di Michelsen. L’americano però riesce ad annullare quattro palle break al numero 2 del mondo, costringendolo a servire per restare nel set. L’azzurro però resta incollato al match, dopo un turno di battuta perfetto continua a mettere pressione all’avversario che questa volta non riesce a tirarsi fuori dalla buca diventata enorme di due palle break. E con la testa avanti Sinner si fa chirurgo e la battuta un bisturi di precisione per incidere il primo set: 7-5.
Ma Michelsen non desiste dalla sua missione tutto rischio. La sua aggressività si tramuta nella miglior difesa possibile, con Sinner che fatica a trovare spiragli per il punto alla risposta.
L’americano è una scheggia impazzita, dopotutto ha ben poco da perdere. La sua palla viaggia come una saetta, difficile da amministrare pure per Jannik, che si fa breakkare al quinto game (il primo subito dall’azzurro nel torneo): finisce sotto 2-4, poi 2-5, forse anche infastidito dal caldo di una giornata di 35 gradi.
Poi spunta il sole. I raggi fanno capolino attraverso la copertura dello stadio. Ed è come se infastidissero Michelsen, improvvisamente meno potente e preciso nel colpi. Sinner trova il controbreak e la chance per tornare in partita. L’americano riprende il ritmo nella zona di stadio ’buia’ mentre la partita si trascina inesorabilmente verso il tie break. Dove c’è da soffrire, perché l’azzurro finisce sotto di due minibreak, ma nei momenti decisivi riesce a rialzare la testa, proprio come aveva fatto nella finale di Indian Wells contro Medvedev. E’ il ventesimo quarto di finale a livello 1000 in carriera e un dato – incredibile – del 28esimo set consecutivo vinto.
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