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Allarme Alzheimer, i 5 segnali da non sottovalutare: quando i problemi di memoria non dipendono soltanto dall’età

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20.09.2026

In Piemonte si riaccende l’attenzione sulle demenze, che coinvolgono decine di migliaia di persone e le loro famiglie. Ecco come riconoscere i primi campanelli d’allarme dell’Alzheimer, quali fattori di rischio possono essere modificati e quando è necessario rivolgersi a uno specialista.

Dimenticare dove si sono lasciate le chiavi, non ricordare immediatamente il nome di una persona oppure entrare in una stanza e non sapere più che cosa si stesse cercando sono situazioni comuni, che possono diventare più frequenti con l’avanzare dell’età e che, nella maggior parte dei casi, non indicano necessariamente la presenza di una malattia neurodegenerativa. Quando però le dimenticanze si ripetono, riguardano informazioni appena apprese oppure cominciano a compromettere attività che fino a poco tempo prima venivano svolte senza difficoltà, è importante non attribuire automaticamente questi cambiamenti all’invecchiamento.

È proprio sulla differenza tra i normali cambiamenti della memoria e i possibili sintomi iniziali dell’Alzheimer che si concentra l’attenzione in occasione della Giornata mondiale dedicata alla malattia, che si celebra il 21 settembre, mentre i nuovi dati diffusi in Piemonte riportano al centro del dibattito sanitario una patologia che non riguarda soltanto chi ne è direttamente colpito, ma coinvolge anche familiari, caregiver e servizi territoriali.

L’Alzheimer è la causa più comune di demenza, ma i due termini non sono sinonimi: la demenza indica un insieme di sintomi cognitivi e comportamentali sufficientemente importanti da compromettere l’autonomia quotidiana, mentre l’Alzheimer è una specifica malattia neurodegenerativa che può determinare progressivamente questa condizione. Riconoscere tempestivamente i cambiamenti sospetti non significa quindi formulare una diagnosi sulla base di qualche dimenticanza, ma individuare le situazioni nelle quali è opportuno avviare un approfondimento medico, anche per escludere disturbi differenti che possono produrre sintomi simili.

Alzheimer, in Piemonte oltre 92mila persone con demenza

I dati diffusi dall’ospedale Mauriziano di Torino restituiscono la dimensione del fenomeno: in Piemonte si stimano oltre 92mila persone con demenza tra gli over 65, delle quali circa 61mila con Alzheimer, mentre altri 1.700 casi riguardano persone tra i 35 e i 64 anni. A questi numeri si aggiungono oltre 74mila persone con decadimento cognitivo lieve, una condizione conosciuta come Mild Cognitive Impairment (MCI), che comporta difficoltà cognitive superiori a quelle attese per l’età ma non determina necessariamente una perdita significativa dell’autonomia e non evolve in tutti i casi verso una forma di demenza.

La provincia di Torino concentra oltre 47mila casi tra gli ultrasessantacinquenni, confermando quanto il problema richieda una risposta sanitaria e assistenziale capace di accompagnare non soltanto i........

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