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È un bluff: i compagni non cambiano

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24.08.2026

Scusate, vorremmo prendere la parola giusto un attimo prima che il contiano “Io? Mai stato wokista!” divenga ufficialmente quel che fu il veltroniano “mai stato comunista”: una solenne presa in giro acquisita come ovvietà del dibattito pubblico. Mentre il ceto politico-intellettuale di sinistra si affanna a riporre l’uniforme arcobaleno in soffitta e a raccontarsi preoccupatissimo per i salari degli operai e il carico fiscale delle partite Iva (alle loro spalle James, il domestico filippino, si contorce dalle risate), vorremmo far notare che qui si aggira un vecchio, vecchissimo, tutto novecentesco trucco della Ditta.

È il ritorno spettacolare della “doppiezza” comunista, il nucleo metodologico immutato: non esiste la verità, esiste il suo adeguamento perenne alla propaganda, la riscrittura della Storia in nome delle ragioni, elettorali in primis, della cronaca. Cambia la qualità degli attori, Togliatti che imbastisce ossimorici ponti lessicali tra lo stalinismo e la democrazia è la tragedia, la corsa a rotta di collo dei vari Gori & Casalino giù dal carro del Pride permanente è commedia purissima. L’invariante è lo schema: la Storia mi........

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