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Aumenti dei prezzi dei carburanti: e lo Stato incassa

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11.03.2026

Il Consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi con un punto all’ordine del giorno che sa di déjà-vu della nostra perenne emergenza: le accise mobili della benzina. È il tentativo, quasi disperato, di disinnescare una bomba a tempo mondiale il cui ticchettio sta sotto i piedi degli automobilisti italiani ogni volta che il Medio Oriente s’infiamma, dai tempi della crisi del Kippur. Il problema è che mentre il governo discute di parametri, medie bimestrali e algoritmi burocratici, la realtà si è già mossa. ​Il prezzo del greggio sale per la guerra in Iran, e nei distributori italiani i cartelli vengono aggiornati in tempo reale. È il fenomeno che gli economisti americani chiamano «rockets and feathers», razzi e piume. I prezzi alla pompa salgono come un razzo non appena scoppia una crisi geopolitica, ma scendono con la lentezza esasperante di una piuma quando le acque si calmano. Perché accade? Perché le grandi compagnie energetiche non sono enti di beneficenza: giocano d’anticipo, proteggono i margini futuri, incassano oggi il rincaro di una materia prima che hanno acquistato mesi fa a prezzi inferiori. È........

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