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Fondazione Rosselli, il 24 marzo il secondo dibattito sulla visione di Firenze

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19.03.2026

Nuovo dibattito alla Fondazione Rosselli

Firenze, 19 marzo 2026 – La Fondazione Rosselli, in via degli Alfani 101/r, ospita il 24 marzo alle ore 17 il secondo colloquio 'Firenze: riflessioni e prospettive', un dibattito sull'urbanistica e sulla visione della città, a distanza di due anni dalla pubblicazione del Quaderno Rosselli dal titolo 'Firenze bella e possibile' (Quaderni del Circolo Rosselli 2/2024, Pacini Editore Pisa). Parteciperà il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione. Tra gli interventi programmati quelli di Sergio Givone, Massimo Morisi, Andrea Barducci, Renzo Manetti, Mariella Zoppi. “Continua la nostra riflessione sulla città, i suoi problemi, le sue prospettive - ha dichiarato Spini -. Hanno partecipato al nostro primo colloquio i direttori di significative riviste fiorentine, ora al secondo convegno partecipano importanti figure della cultura della nostra città. Sarà con noi anche Cosimo Guccione, il presidente del Consiglio Comunale, il 'parlamento' della nostra città. E' una tappa di un percorso che vogliamo fare di dibattito e di coinvolgimento sulla visione di Firenze e del suo futuro”. Intanto ieri la Fondazione Rosselli ha organizzato un dibattito sul Referendum del 22 e 23 marzo alla presenza di Margherita Cassano, già prima presidente della Corte di Cassazione, dell'avvocato del Foro di Firenze Luca Bisori e del presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini. “Io sono un magistrato, a me interessa la Carta costituzionale, la sua tenuta – ha spiegato Cassano -. Mi preoccupa che questo metodo legittimi, un domani, una diversa maggioranza a operare modifiche congiunturali sulla Costituzione, rispondente al suo programma di governo. Se così è la Costituzione noi la trasformiamo in una legge ordinaria, arriviamo a negare la sua stessa funzione”. Cassano ha detto che si deve prestare “attenzione a giocare con la Costituzione, lasciamola al di fuori della lotta politica. Ho paura che questo metodo di lavoro finisca per far sì che la collettività non si riconosca più in modo unanime nei principi” che animano il Paese e “temo che possa essere un elemento di frattura ulteriore in un Paese che è già lacerato”. Per Cassano “tale riforma è inutile e allo stesso tempo dannosa”. Bisori, dal canto suo, si è rivolto ai presenti affermando: “Ditemi dove questa riforma inserirebbe i germi di una futura scivolata verso forme dittatoriali e autoritarie”. Il dibattito è stato comunque ampio e il presidente Spini ha affermato che “i fautori della riforma” ritengono che “la separazione delle carriere possa essere il cardine di una giustizia più equa, dall'altro lato si risponde che una separazione delle funzioni era già stata compiuta dalla legge Cartabia e che non sia necessario modificare la Costituzione. Noi abbiamo voluto organizzare questo dibattito per affrontare la materia, al di là di quello che è lo schieramento politico”.

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