Netflix a Firenze: casting call per una serie alla Scuola Nazionale Cinema Indipendente
Netflix cerca attori per una nuova serie ambientata in Toscana
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Firenze, 8 aprile 2026 - Il mistero è avvolto nella nebbia. Può sembrare un paradosso, perché su Novoli, periferia ovest di Firenze, splende un intenso sole primaverile: ma in Via Ruggero Bardazzi 17, sede da vent'anni della Scuola Nazionale Cinema Indipendente, una folla cinematograficamente sospetta di ragazzi e ragazze, giovani e anziani, fiorentini doc e d'adozione entra ed esce senza soluzione di continuità dalle 9 del mattino: ci dicono che sono 150, 200, forse di più, a fine giornata, quando ancora la luce non è tramontata, saranno probabilmente il doppio.
Federico Sini e Ambra Rossini sono i responsabili di Casting Arts, e stanno lavorando alla profilazione di futuri attori e comparse per una nuova serie targata Netflix. Difficile riuscire a cavare qualcosa di più: il resto è coperto dal segreto istruttorio che avvolge le grandi produzioni della settima arte. Non si sanno titolo, genere, protagonisti, viene concesso solo qualche vago accenno alle location - tra Firenze e Lucca - e il periodo delle riprese, tra il 13 maggio e il 19 giugno. Potrebbe essere "Assassin Creed", in corso d'opera a Roma, ma con almeno una troupe piantata saldamente in Casentino. Nessuno può rispondere. Solo Gennaro, 70 anni, che ha scoperto la call attraverso le pagine del nostro giornale, ha voglia di parlare: racconta di aver fatto il provino all'Accademia Nazionale di Arte drammatica a Roma quando aveva 17 anni, poi una vita sul set da comparsa: "Hannibal" di Ridley Scott, "Inferno" di Ron Howard, il sequel di "Camera con vista", persino "Il Mostro" di Stefano Sollima, recentemente proprio su Netflix.
Poco dopo c’è Alessandro, che di primavere ne ha invece ventiquattro: ha svolto un corso di recitazione alla Scuola di Cinema Immagina di Firenze, vorrebbe fare cinema indipendente, ma non sempre i provini vanno nella giusta direzione. A lui basta stare sul set per raggiungere la pace dell'anima: si capisce che non è solo un hobby. Ci sono poi le prime volte, come Lena, appena universitaria, o chi come Elisa dal teatro vorrebbe passare davanti alla macchina da presa. Tutti hanno scoperto la call attraverso i social, ma non mancano gli habitué, soprattutto tra i mezzani: Alessandro Tozzi e Patrizia Benedetti avevano già partecipato alla serie Netflix in sei puntate "Motorvalley" con Luca Argentero, Alessandro e Cristiana - fratello e sorella, appassionati del dietro le quinte - pure. Ma la Palma d'Oro - ci perdoneranno gli altri - va al nipponico Yoshinari, presenza assidua negli horror, ma con il sogno nel cassetto di una commedia, che con fare seraficamente orientale confessa di essere "schiavo di Netflix e Rai, perché pagano bene!". In fondo, in tempi di vacche magrissime per il cinema e non solo, non si può proprio dargli torto. Domani si replica fino alle 19: il mistero di Via Bardazzi 17 non è ancora risolto.
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