Morte di Igor Protti, addio campione gentiluomo: la promessa, la frase simbolo e la malattia
Morte di Igor Protti, addio campione gentiluomo: la promessa, la frase simbolo e la malattia
L’ex bomber aveva 58 anni, nel luglio scorso aveva scoperto la malattia. Il saluto: «Questo splendido viaggio è arrivato al fischio finale»
LIVORNO. Siamo soli. Tanto soli. La tristezza spacca il cuore di Livorno, ed è la tristezza di chi ha perso non solo un campione, ma un pezzo della propria identità. Igor Protti se n’è andato a 58 anni, lasciando il pallone fermo sul dischetto di un calcio che non tornerà. Nato a Rimini, ma adottato da Livorno, ha incarnato lo spirito di una città fiera, spigolosa, ma immensamente generosa. Proprio come lui. La malattia e l’addio Ci ha messo un anno quella maledetta malattia a portarcelo via. Lo annunciò lui stesso il 5 luglio, un mese dopo aver scoperto «l’ospite sgradito», come lo definì. Ieri mattina Igor ha ritrovato la pace dopo troppi mesi di sofferenza. Prima di andare, ha però lasciato in eredità ai figli un messaggio da diffondere. «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho........
