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Mestiere da uomo? Addio stereotipi. Vania: “Sono una elettricista. Passione da bambina grazie a mio padre”

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08.03.2026

Vania Visani, elettricista: "Sono meno forte? Forse, ma con l’esperienza ho imparato alcuni accorgimenti. Mi scelgono per precisione e cura"

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Forlì, 8 marzo 2026 – Una donna che fa un ‘mestiere da uomo’ (o viceversa) non dovrebbe più fare notizia. Eppure, nonostante tante cose siano cambiate rispetto anche solo a un ventennio fa, non è ancora così comune vedere una donna in tuta e stivali antinfortunistici. L’elettricista forlivese Vania Visani, però, quando trent’anni fa ha deciso di imparare il mestiere, questo problema non se l’è posto. “Mio padre Renato è elettricista e io sono cresciuta in questo ambiente. Per me è sempre stato naturale pensare che sarebbe stato anche il mio lavoro”.

Infatti, nonostante il parere contrario delle professoresse, Vania ha deciso di iscriversi all’ITI, indirizzo Elettrotecnica. “Mi sono diplomata nel 1996 e subito ho cominciato a lavorare insieme a mio padre che non mi ha mai fatto sconti: è stato un maestro molto severo”. Poi nel 2004 Renato è andato in pensione e Vania ha proseguito da sola. “Devo dire che non sempre è stato facile, soprattutto quando non ero ancora conosciuta. I clienti spesso partono diffidenti e dubitano che una donna possa fare un buon lavoro”.

Poi ci sono i luoghi comuni. “A volte quando al telefono sentono una voce femminile mi dicono ‘mi può passare l’installatore?’. Probabilmente pensano che io sia la segretaria”. Però, con il tempo e la professionalità, anche il più duro degli stereotipi si può scalfire.

“Sono convinta che oggi ci siano persone che mi scelgono anche per alcune delle mie caratteristiche più femminili: la precisione, ad esempio, o una certa cura per il rapporto umano e l’ascolto del cliente”. La verità è – lo dicono anche i trattati di sociologia – che spesso le donne che occupano posizioni storicamente considerate ad appannaggio degli uomini, tendono a sentire di doverlo fare acquisendo modi di fare e caratteristiche ‘maschili’: Vania, e tante altre come lei, dimostrano ogni giorno che c’è un altro modo di farlo, rimanendo se stesse e valorizzando le proprie qualità a prescindere dal genere, anche aggirando qualche ostacolo oggettivo: “A volte – ammette – devo dire che lavorando mi rendo conto che mi farebbe comodo avere un po’ di forza in più, ma poi mi viene in soccorso qualche accorgimento che si impara con l’esperienza, oltre a dei buoni strumenti del mestiere”.

“Guarda, c’è il tuo idolo"

Vania, per fortuna, oggi non è l’unica elettricista donna, anche se ancora resta una rarità, al punto da avere delle ammiratrici: “Ero in un negozio – racconta – quando il cassiere si è rivolto a una ragazza dietro di me e le ha detto ‘guarda, c’è il tuo idolo’. Ci ho messo un po’ a capire che il suo idolo ero io. Ci siamo presentate e, tutta entusiasta, mi ha detto che anche lei vorrebbe fare l’elettricista, come me. Non so quale sarà la sua strada in futuro, ma senz’altro è bello che le donne possano finalmente scegliere quello che vogliono, senza obblighi e preclusioni”.

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