La barriera di ostriche, il primo reef naturale per contrastare l’erosione: “Entro maggio in acqua”
Il sopralluogo al terminal Piomboni, dov’è in costruzione il reef (Foto Corelli)
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Ravenna, 24 marzo 2026 – Si chiamano ’materassi’ e sono disposti a terra in uno dei terminal del porto di Ravenna che si affaccia sulla pialassa Piomboni. Si tratta di reti metalliche piene di pietre calcaree, alte 30 o 60 centimetri, che presto verranno trasportate in mare, al largo di Lido di Dante, nel tratto a nord della Foce del Bevano. Qui ne saranno adagiati 256 sul fondale tra i 2 metri e i 3 metri di profondità e formeranno un ’reef’. Sarà la prima barriera naturale di ostriche e sabellarie del Mediterraneo per contrastare l’erosione proprio dove colpisce più duro e per migliorare la biodiversità marina.
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Si tratta del progetto europeo Life NatuReef, avviato nel 2023, che vede tra i partner Università di Bologna, Comune di Ravenna, Fondazione Flaminia e Parco del Delta del Po. Il progetto vale circa 3 milioni di euro ed è finanziato al 60% dall’Unione Europea. Finalmente, meteo permettendo, i materassi saranno trasportati a mare entro aprile dando avvio alla fase operativa del progetto. A questo seguirà la ’posa delle ostriche’ – ben 3 tonnellate – auspicabilmente prevista per maggio, dal momento che il periodo di riproduzione della specie comincia in primavera per proseguire durante tutta l’estate.
“Uno degli obiettivi del progetto – spiega il professore di Ecologia dell’Università di Bologna Massimo Ponti – è quello di ricreare un habitat sparito da tempo in queste zone, quello del reef di ostrea edulis o ostrica piatta, la spiecie autoctona del Mediterraneo. Una volta in mare poseremo delle ostriche adulte, che, essendo organismi gregari, attrarranno anche i giovanili, quindi le larve, permettendo la proliferazione della specie. Inoltre, questi esemplari hanno anche la funzione di filtraggio dell’acqua depurandola da nurtrimenti e sedimentazioni. Il reef favorirà anche la biodiversità, offendo spazio per alghe, spugne, anemoni e possibilità per i pesci di riprodursi”.
Ma come farà il ’reef’ di ostriche e sabellarie a contrastare l’erosione? A spiegarlo è la professoressa di Ingegneria idraulica e costiera Renata Archetti: “I materassi saranno posati sul fondale, riducendone quindi la profondità. Il reef sarà lungo 100 metri e largo 50, molto più largo rispetto alle scogliere che oggi vediamo a protezione delle nostre coste. L’azione del reef è duplice: da un lato l’onda si frange e dall’altro perde potenza per effetto dell’attrito. Si tratta di una soluzione naturale che speriamo possa diventare un modello da implementare anche altrove”.
Il progetto agisce su una delle aree più fragili della costa ravennate, dove l’innalzamento dei mari incontra un’importante subsidenza. Come spiega il dirigente del servizio Tutela Ambiente e Territorio del Comune Stefano Ravaioli: “Lido di Dante e la foce del Bevano sono le aree più colpite. Si registra un abbassamento del suolo che qui vale circa un centimetro all’anno: 0,7 mm per effetto della subsidenza e 0,3 per l’innalzamento dei mari. Per effetto delle mareggiate, qualche anno fa, abbiamo perso anche 30 metri di spiaggia da una stagione all’altra. In questi casi i ripascimenti durano poco; perciò, crediamo molto in questo progetto”.
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