Daini nella pineta di Classe in diminuzione: sono 290
I daini presenti nella Pineta di Classi e oasi dell’Ortazzo-Ortazzino (Foto Zani)
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Ravenna, 3 aprile 2026 – Un anno fa se ne contavano 400, oggi, invece, sono 290. È stato effettuato nelle scorse settimane il censimento dei daini nelle zone della Pineta di Classe fino all’oasi dell’Ortazzo-Ortazzino, commissionato dal Parco del Delta del Po e coordinato da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), confermando il trend di decrescita.
La specie arrivata nel 2000, per anni si era riprodotta in modo esponenziale
La specie, arrivata nel 2000, per anni si era riprodotta in modo esponenziale: gli ungulati sono arrivati a circa 525 a inizio 2023, generando preoccupazioni tra gli enti di tutela del patrimonio naturalistico. Per contenere il numero si era pensato prima di aprire a un piano di controllo con cacciatori, poi c’era stata l’idea di trasferirli e portarli al macello, ma il bando era andato deserto. A risolvere il problema, alla fine, secondo il Parco del Delta del Po, ci ha pensato il lupo. “Il numero continua a diminuire - spiega Elena Cavaleri, responsabile dell’ufficio tecnico del Parco - e la causa è certamente il lupo che è tornato ad essere più presente in questo territorio. Nella zona che comprende la pineta di Classe è accertata la presenza di due famiglie di lupi, che constano di circa 12 esemplari complessivi. Il fatto che gli ungulati non aumentino grazie alla presenza di un predatore naturale come il lupo è per noi molto positivo”.
Il censimento degli animali: come funziona
Ma come funziona il censimento degli animali? “Vengono effettuati tre sopralluoghi notturni con sei squadre ciascuno. Le squadre si suddividono il territorio dove è accertata la presenza dei daini e viaggiano a bassissima velocità illuminando con i fari lateralmente. In questo modo, si conta il numero di esemplari e di gruppi che si vedono nelle diverse aree. Bisogna tenere conto che i numeri dei censimenti sono sempre una sottostima”, continua Cavalieri.
Ci sono poi i numeri legati all’attività venatoria, la cui stagione si è conclusa il 30 marzo. L’attività, non consentita all’interno del Parco (cioè zone A, B e C di cui fanno parte anche Ortazzo e Ortazzino), lo è invece nelle aree contigue (cioè Pineta di Classe e aree agricole). l numero cacciabile per il 2025/2026 secondo il Piano di Prelievo regionale (delibera di giunta 1267 del 2025) è di 300 esemplari.
Il daino arriva dal Marocco e mangia tutto quello che trova
“Il daino - conclude Cavalieri - non è una specie autoctona, arriva dal Marocco. Qui è arrivata negli anni 2000, mettendo a rischio la biodiversità degli habitat. Il daino mangia tutto quello che trova e causa danni alle colture e alle aree boschive. Inoltre, tende ad occupare spazi che potrebbero essere occupati da specie autoctone. A Mesola, per esempio, il daino, essendo molto meno selettivo nell’alimentazione, ha messo a rischio la presenza del cervo delle dune che invece è autoctono”.
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