Addio Bagno Kamala, la titolare si arrende dopo 25 anni: “Incubo erosione e Bolkestein”
Ravenna, 19 febbraio 2026 – La mitica cucina di pesce casereccia, le tavole da surf impilate sempre pronte ad entrare in acqua alle prime onde, il clima familiare. Se ne va un’altra istituzione del nostro litorale: il Bagno Kamala di Punta Marina. Antonella Tondo lo ha avviato nel 2000 e per 25 anni lo ha condotto insieme ai due figli, ma da quest’anno lo cede a terzi in gestione (gli ex affittuari del Federico).
“Dormo qui per fermare il mare”, Eros e l’incubo erosione. La duna fai da te a costi esorbitanti non basta
"Troppa incertezza della Bolkestein e un po’ di rabbia".
Tondo, lascia la gestione del suo Kamala. Come si sente?
"Ho il cuore spezzato. Abbiamo lavorato tanto per dare vita a quel luogo. Lo abbiamo costruito mattone su mattone, ma adesso con la Bolkestein ci sentiamo veramente offesi. Non pretendiamo molto, solo il giusto riconoscimento del lavoro di una vita, una liquidazione che ci permetta di ripartire. Ma ancora non ci sono le linee guida ed è tutto incerto. Devo dare la possibilità ai miei figli - che non hanno più vent’anni - di cogliere le occasioni lavorative che gli si presentano. Non posso fargli aspettare il 2027".
Che cosa la spaventa?
"Rischiamo di non vederci riconosciuto nulla. Abbiamo lavorato duramente e ci siamo tolti delle soddisfazioni, ma oggi ne porto i segni addosso. Abbiamo sempre pagato quello che lo Stato ci chiedeva, ma veniamo purtroppo insultati come categoria, come se fossimo dei farabutti. E veniamo lasciati in balìa di cosa? Sono 15 anni che si parla di Bolkestein e ancora non è stato definito nulla su questi bandi. Lo Stato avrebbe dovuto dettare una linea 15 anni fa. Ricordo che il lavoro è nell’articolo 1 della Costituzione".
Che cos’è per lei il Kamala?
"Il posto dove ho lasciato il cuore. I clienti sono dispiaciuti e lo siamo anche noi. Mi hanno scritto anche degli ex dipendenti per ringraziarmi. Il Kamala per me è casa. Ma non è stato tutto semplice".
"Abbiamo avuto problemi per l’erosione e perso 30 metri di spiaggia rispetto al 2000. Sono arrivate tante mareggiate, negli ultimi 10 anni anche in luglio e agosto. Un anno il vento e e la pioggia ci hanno scorpechiato il tetto e allagato il bar. Siamo sempre ripartiti nonostante le difficoltà, ma oggi non ci sono le condizioni per lavorare in tranquillità".
