Sciarpate, bandiere e colori. Con il Grifo è sempre spettacolo
La Vis Pesaro a fine gara sotto la curva Prato. Purtroppo è stata una domenica a bocca asciutta
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Al Benelli Vis e Perugia sono scese in campo per non porre fine al loro radioso marzo. Un mese che ha chiuso per entrambe un cupo inverno, farcito, soprattutto nei primi due mesi del 2026 , da pochi punti e tante sconfitte. Nelle prime cinque gare del mese di marzo Vis e Perugia sono tornate a splendere, hanno ripreso a segnare e macinare punti. Hanno tolto la parola sconfitta dal loro vocabolario rendendo più concreto ciò che prima sembrava un sogno. La Vis è infatti passata dal guardarsi con timore alle spalle al rischiare di accecacarsi per aver guardato troppo tempo il sole. La parola sesto posto, raggiunto in centoventisette anni di storia soltanto l’anno scorso, è quella più di tendenza tra le nuova mura del V Park e in quelle più attempate del Benelli. Il Perugia da inseguire a stento il gruppo playout sta provando a suon di bel gioco ad andare in fuga. Al Benelli è un tripudio biancorosso. I perugini hanno riempito il settore ospiti e fin dal loro arrivo tra cori, tamburi e bandieroni si sono fatti sentire forte e chiaro ma anche nella Prato l’entusiasmo non manca. Pur con delle assenze, in questo caso non quelle degli infortunati ma bensì di chi aspettava in coda per entrare, hanno provato ad abbozzare una sciarpata. Per i tifosi pesaresi l’entusiasmo è stato però presto tramortito dallo spavento. In campo infatti la loro Vis soffre parecchio ma riesce comunque a prendere illesa la strada verso gli spogliatoi. Nell’intervallo i comizi. "È gita ben" dicono i saggi. Una frase valida anche in avvio di ripresa quando un gol di Verre viene annullato per un fuorigioco ad inizio azione. La fortuna però è una ruota che gira e da alleata diventa ben presto nemica. Berengo a un quarto d’ora dalla fine si vede infatti strozzare dalla traversa l’urlo in gola per il gol del vantaggio; Bacchin dall’altra parte, proprio come all’andata, può invece far partire la festa. Il Perugia a Pesaro si conferma bestia nera. In tredici trasferte non è infatti andato a punti soltanto in tre circostanze.
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