Crisi Aeffe, Ferretti rompe il silenzio: "Soffro più di tutti per le difficoltà. Ma l’azienda non è al capolinea"
"Quello che sta accadendo non è bello e io ne soffro più di tutti, perché questa azienda l’ho creata, ho iniziato giovanissima e ci ho lavorato per tutta la vita...". Così Alberta Ferretti ieri, da noi intervistata ieri all’inaugurazione della mostra Riviera dream vision, è intervenuta sulla crisi di Aeffe. Una crisi che ha portato, per ora, a 120 licenziamenti nel quartier generale di San Giovanni in Marignano. E così durante l’esposizione che celebra 75 anni di moda romagnola, lo scintillio di abiti e accessori si è scontrato con la realtà delle famiglie e dei lavoratori rimasti senza impiego nell’azienda fondata nel 1989. "Con quello che sta succedendo nel mondo della moda, mi sembra che sul gruppo Aeffe si stia concentrando un’attenzione molto forte – prosegue Ferretti, fondatrice del brand, anche se nel 2024 ha lasciato la direzione creativa – Giusto che sia così, ma dobbiamo guardare al contesto generale: le difficoltà sono diffuse ovunque".
La stilista che ha reso lo chiffon uno dei tratti distintivi delle sue creazioni fa riferimento alle varie aziende controllate, ai ritardi nei pagamenti e alle altre realtà storiche che, proprio come Aeffe, stanno attraversando una fase complessa. "Purtroppo questa è la situazione globale: il settore della moda sta vivendo una crisi internazionale, questo non è bello. Io ne soffro ogni giorno. Però bisogna fare attenzione a non rendere la situazione ancora più negativa di quanto già non sia". La crisi ha comportato il taglio del personale, la vendita di alcune boutique. "Se continuiamo a parlare solo in termini negativi – aggiunge – rischiamo di trasmettere l’idea che Aeffe stia chiudendo, ma non è così". "Vogliamo continuare a crescere – conclude la stilista – Stiamo facendo tutto il possibile per affrontare le difficoltà". Ieri, contrariamente a quanto annunciato, è saltata la nuova manifestazione di protesta di sindacati e lavoratori.
