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Aspettando gli Oscar, riflettori sui registi

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08.03.2026

Al Modernissimo due rassegne dedicate a. Kleber Mendonça Filho. e a Josh Safdie.

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Marzo al Modernissimo è davvero ricchissimo di film e approfondimenti cinefili. Non solo perché viene proposta una bella rassegna su Agnès Varda e il cinema di tante registe, ad arricchimento della mostra sulla cineasta belga in galleria, ma anche perché il programma ci porta su altre strade tutte da percorrere. Ad esempio quella che conduce verso la notte degli Oscar che in Italia sarà visibile dopo la mezzanotte tra il 15 e 16 marzo alle 00,15 su RaiUno e in streaming su RaiPlay. Ecco uno sguardo ai premi Oscar, che si annunciano i più politici di sempre. "Perché Hollywood – scrive il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli nell’editoriale di questo mese – non è mai stata così in pericolo, schiacciata tra gli appetiti degli streamers e l’approccio censorio e liberticida dell’attuale amministrazione americana. Vi proponiamo quindi le personali di due cineasti molto interessanti, che, la notte del 15 marzo, potrebbero risultare tra i vincitori: il brasiliano Kleber Mendonça Filho, che ha inventato un cinema empatico e di ricerca, in grado di fare i conti con la memoria del suo Paese, e Josh Safdie, con la sua irrequieta cinefilia newyorkese e i suoi affascinanti personaggi, una sorta di nuova generazione della grande categoria dei perdenti". Di Kleber Mendonça Filho, regista di ’Agente segreto’ già domani ’Il suono intorno’ alle 17,15 e ’Aquarius’ giovedì 12 alle 16; di Benny Safdie e Josh Safdie (autore di Marty Supreme) alle 21,30 ’Lenny Cooke’ e poi il 20 marzo alle 20 ’Diamanti grezzi’. E prosegue: "Oltre ai film candidati, abbiamo selezionato alcuni dei film che ci sono sembrati tra i più belli della stagione, ma che sono usciti dalla corsa". Tra questi ’Pillion’, commedia sentimentale inglese "che mi ha ricordato Lubitsch o Wilder, per la capacità di raccontare leggerezza le paure del presente". E arriverà Adam Mars-Jones (foto), autore del romanzo da cui è tratto. Tra i film dimenticati dai festival maggiori, l’ultimo del novantatreenne Edgar Reitz, ’Leibniz: Chronicle of a Lost Painting’, preziosa riflessione sul potere delle immagini e sulla vita. Marzo al Modernissimo è anche all’insegna di due serie italiane: ’L’arte della gioia’ e ’Portobello’. Si rende omaggio poi a Ermanno Olmi e Stephen King e c’è la prima parte del progetto ’Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra storia’, ideato da Fabrizio Gifuni e prodotto dalla Cineteca insieme a Ert. Ma in questo mese il grande schermo del Modernissimo vedrà anche tornare a splendere Lyda Borelli, diva del cinema muto a cui in città è dedicata la Casa di riposo per artisti. Infatti dal 21 al 29 il Teatro Comunale dedica a Piero Mascagni l’esecuzione della ’Cavalleria rusticana’ accompagna dalla proiezione-concerto di ’Rapsodia satanica’, da lei interpretato. Si potrà vedere ’Ma l’amor mio non muore’ da cui nasce il fenomeno del diva-film, e gli epigoni del ’borellismo’.

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